Ondate di calore o di freddo e smog, un mix micidiale per la salute cardiovascolare

Associate ad aumento di infarti e ictus e dei decessi per questi eventi


Ondate di calore e ondate di freddo sono associate a un aumento dei principali eventi cardiovascolari come infarto e ictus, aumenti ulteriormente aggravati dall'inquinamento atmosferico. È quanto riferito all'Esc Preventive Cardiology 2026, il congresso annuale dell'Associazione Europea di Cardiologia Preventiva, una branca della Società Europea di Cardiologia (ESC).

    Il lavoro è di Lukasz Kuzma dell'Università Medica di Białystok, in Polonia. Gli esperti hanno valutato l'impatto acuto di queste temperature estreme sulla salute nell'ambito dello studio polacco EP-PARTICLES sullo smog.
    Gli esperti hanno condotto un'analisi geospaziale su oltre otto milioni di residenti della Polonia orientale, analizzando i dati relativi ai ricoveri ospedalieri acuti e ai decessi per tutte le cause dal 2011 al 2020, in particolare morte per causa cardiovascolare, infarto miocardico e ictus ischemico.

    Nel periodo considerato, vi sono stati 573.538 eventi cardiovascolari importanti, 377.373 decessi per cause cardiovascolari e 831.246 decessi per tutte le cause. Sia le ondate di calore che quelle di freddo sono risultate associate a un aumento significativo degli eventi, con le ondate di calore che hanno avuto un impatto immediato, ovvero nel giorno dell'esposizione al caldo estremo, gli eventi cardiovascolari maggiori sono aumentati del 7,5% e i decessi per cause cardiovascolari del 9,5%. Invece le ondate di freddo hanno prodotto un effetto ritardato e più prolungato, con un aumento del rischio di eventi cardiovascolari avversi maggiori dal 4% al 5,9% nell'arco di diversi giorni dopo l'esposizione al gran freddo e un aumento del rischio di morte cardiovascolare dal 4,7% al 6,9%.

    L'esposizione all'inquinamento atmosferico ha ulteriormente amplificato gli effetti delle temperature estreme: alcuni inquinanti come l'ozono intensificano gli effetti delle ondate di calore, mentre altri come il particolato (PM2.5) e il biossido di azoto (NO2) aumentano l'impatto delle ondate di freddo. I risultati evidenziano come i problemi del cambiamento climatico si estendano ormai anche all'Europa settentrionale e dimostrano i considerevoli rischi combinati delle temperature estreme e dell'inquinamento atmosferico sull'aumento degli eventi cardiovascolari. 
   

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