Negli ultimi 25 anni sono stati evitati 2,3 miliardi di casi di malaria nel mondo ed anche 14 milioni di decessi, ma la fase di stallo attuale preoccupa e serverebbero più finanziamenti per superarla: lo rileva l'Organizzazione Mondiale della Sanità nella Giornata internazionale contro la malaria. L'obiettivo è raccogliere gli sforzi per riuscire a debellare la malattia. "Determinati a porre fine alla malaria: ora possiamo. Ora dobbiamo", è lo slogan della Giornata 2026. Per la prima volta infatti, scrive l'Oms sul suo sito, "porre fine alla malaria è una possibilità concreta", grazie a vaccini, terapie e strumenti per controllarne la diffusione, compresi gli interventi per la modificazione genetica delle zanzare.
Attualmente 25 Paesi stanno realizzando programmi di vaccinazione contro la malaria per proteggere 10 milioni di bambini l'anno e alcuni registrano progressi importanti anche in zone difficili: E' il caso della regione del Grande Mekong, che attraversa una vasta area dell'Asia e nella quale i casi sono stati ridotti di quasi il 90%, nonostante la resistenza ai farmaci.
Oggi sono 47 i Paesi certificati liberi dalla malaria, 37 hanno segnalato meno di 1.000 casi nel 2024. Si è inoltre ridotto da 108 a 80 il numero dei Paesi nei quali la malaria è endemica; i Paesi con meno di 10.000 casi sono aumentati da 27 nel 2000 a 46 nel 2024, quelli con meno di 100 casi autoctoni sono aumentati da 6 a 26 e quelli con meno di 10 casi autoctoni da 4 a 24.
Recentemente, poi, fra le nuove zanzariere distribuite, l'84% sono di nuova generazione, ossia basate su un doppio principio attivo, contro il 10% del 2019. Le vaccinazioni sono in corso in 25 Paesi e la chemioprevenzione ha raggiunto 54 milioni di bambini.
Nonostante questi progressi, l'Oms si dice preoccupata per l'attuale fase di stallo. Nel 2024, per esempio, si sono registrati nel mondo 282 milioni di casi e 610.000 decessi, con un leggero aumento rispetto al 2023.
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