Una superficie complessiva di 27.000 metri quadrati, 100 posti letto per la degenza ordinaria, 28 posti di terapia intensiva, 16 postazioni di day hospital, nove sale operatorie attrezzate con tecnologie avanzate e telemedicina. Il tutto all'insegna della sostenibilità ambientale, con impianto fotovoltaico e un sistema di climatizzazione a basso impatto. Sarà così, e dovrebbe essere pronto in tre anni, il Centro Cuore della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, un progetto che unisce innovazione e un modello organizzativo di cure cardiologiche incentrato sul paziente e la cui prima pietra è stata benedetta oggi in Vaticano.
Presentato oggi a Papa Leone XIV e dedicato alla memoria di Papa Francesco, il progetto è partito lo scorso settembre e vede il contributo di Fondazione Roma, ente privato non profit di natura associativa. L'obiettivo è superare il sistema tradizionale, che spesso frammenta i percorsi di cura, per offrire invece un'esperienza integrata, personalizzata ed efficace.
"Compiamo un passo decisivo verso un modello di sanità più efficiente, integrato e sostenibile, pienamente inserito nel Servizio sanitario nazionale - afferma Daniele Franco, presidente della Fondazione Policlinico Gemelli -. È un investimento strategico che unisce innovazione tecnologica, organizzativa e ambientale per migliorare la qualità delle cure cardiovascolari. Nasce per rispondere ai bisogni complessi dei pazienti, valorizzando un approccio multidisciplinare già sperimentato con risultati concreti". Riunirà infatti in un nuovo edificio tutte le attività del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico Gemelli - diretto dal professor Massimo Massetti, ordinario di cardiochirurgia alla Cattolica - già organizzate secondo il modello di cura che prende in carico i problemi di salute complessivi del paziente e non la singola richiesta di prestazione.
"Si tratta - ha commentato la rettrice dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Elena Beccalli - di una traduzione dell'idea di cura che contraddistingue l'ecosistema della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs e l'Università Cattolica: la sintesi tra clinica, ricerca e didattica, con una visione della medicina al servizio della persona nella sua interezza e improntata alla solidarietà". Proprio ieri ricorreva l'anniversario delle esequie di Bergoglio a cui il centro sarà dedicato. "La dedica alla sua memoria - ha concluso - assume un significato profondo, anche alla luce del suo legame con il Gemelli, divenuto per lui, nel momento della malattia, luogo di cura ma anche testimonianza di fede e umanità".
"La parola 'cuore' per il vostro Policlinico, dice molto di più, perché sta nel nome stesso dell'Università a cui appartiene: l'Università Cattolica del Sacro Cuore", ha detto papa Leone che questa mattina in Vaticano ha benedetto la prima pietra. "A questo proposito, - ha aggiunto - mi piace ricordare un particolare storico importante. Quando arrivò il momento tanto atteso di chiedere il riconoscimento dello Stato per la nuova Università, molti consigliarono a padre Agostino Gemelli di non intitolarla al Sacro Cuore, perché quel titolo sarebbe risultato troppo devozionale. E il fondatore si pose onestamente il problema. Ma la Beata Armida Barelli non ebbe dubbi: l'Università doveva essere 'del Sacro Cuore', perché proprio al cuore di Cristo si doveva la serie di "miracoli" che avevano reso possibile l'impresa. Gemelli ascoltò la sua fidata collaboratrice e il nome fu approvato anche dalle autorità governative".
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