Nel territorio dell'Ulss 2 Marca
trevigiana i Centri Sollievo si confermano un punto di
riferimento fondamentale per le persone con malattie
neurodegenerative e per chi se ne prende cura ogni giorno.
Nel 2025 i 55 Centri attivi (49 dedicati all'Alzheimer e 6 al
Parkinson), hanno registrato numeri record, che raccontano
l'impatto reale del servizio: 886 gli ospiti accolti, 518 i
familiari supportati, 933 volontari coinvolti e ben 1.232
giovani partecipi di attività intergenerazionali. Un impegno,
quello messo in campo, che si è tradotto anche in una maggiore
offerta: le giornate di accoglienza sono salite a 4.905, i+ 19%
rispetto alle 4.111 del 2024. Un dato che significa più tempo di
sollievo per le famiglie e più occasioni di socialità e stimolo
per le persone fragili.
"I Centri Sollievo - sottolinea la direttrice dei Servizi socio
sanitari, Simona Sforzin - rappresentano molto più di un
servizio: sono luoghi sicuri e accoglienti, dove le persone con
decadimento cognitivo o malattia di Parkinson possono esprimersi
liberamente, mantenere attive le proprie capacità e continuare a
sentirsi parte della comunità. Allo stesso tempo, offrono ai
familiari un supporto concreto, contribuendo a contrastare
isolamento e solitudine. Alla base di questa rete c'è un modello
fondato sulla coprogettazione e sull'integrazione tra
istituzioni e territorio: Comuni, associazioni di volontariato
ed enti educativi lavorano insieme, in linea con le indicazioni
regionali, per costruire risposte su misura per ogni comunità.
Determinante è il contributo dei volontari, vera anima del
progetto: con la loro presenza quotidiana, fatta di ascolto,
relazione e attenzione, trasformano la fragilità in una risorsa
e diventano custodi di storie, identità e dignità, anche laddove
la malattia lentamente fa svanire la memoria".
La frequenza dei Centri di Sollievo è gratuita e non legata allo
specifico territorio. Le persone possono accedere a questo
servizio previa valutazione o del Centro Disturbi Cognitivi e
Demenze competente che certifica un decadimento cognitivo
lieve-medio o dell'Unità operativa di Neurologia per le persone
con malattia di Parkinson che non richieda un'assistenza
sanitaria prevalente. Le famiglie o le persone stesse possono
rivolgersi alle assistenti sociali dei Comuni o direttamente ai
Referenti dei Centri Sollievo per avere maggiori informazioni.
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