Dalla Venere di Willendorf alla Gioconda e gli angeli dipinti nel medioevo. comprendere come l'obesità sia stata rappresentata nell'arte nel corso dei secoli può rendere i medici più empatici e meno giudicanti, e questo dovrebbe portare a risultati migliori per i loro pazienti. E' la conclusione di uno studio presentato al Congresso europeo sull'obesità Eco2026. Michael Yafi, endocrinologo pediatrico alla University of Texas, ipotizza inoltre che il 'volto da GLP-1', l'aspetto emaciato che può manifestarsi quando si perde rapidamente una grande quantità di peso con i farmaci GLP-1, sarà un tema ricorrente nell'arte del futuro.
Yafi utilizza esempi di opere d'arte di diverse epoche per illustrare come l'obesità sia stata considerata un segno di prosperità, ricchezza, elevato status sociale e forza fisica fino a tempi relativamente recenti.
"La corpulenza è stata a lungo un segno di prosperità - spiega -. Gli uomini obesi venivano raffigurati come eroi, leader, reali e nobili, mentre le donne con eccesso di grasso corporeo erano simboli di bellezza, fertilità e prosperità". Uno dei primi esempi è la Venere di Willendorf, una statuetta in pietra che si ritiene risalga a un periodo compreso tra 24.000 e 32.000 anni fa. Raffigura una donna con eccesso di grasso corporeo, fianchi, seni e altri organi riproduttivi esageratamente grandi, afferma Yafi. Ulteriori esempi si possono riscontrare nell'arte religiosa del Medioevo, dove bambini e angeli venivano raffigurati con pieghe di pelle e grasso corporeo in eccesso.
L'obesità era anche un simbolo di potere: "Sappiamo da ricerche condotte in Turchia che 29 dei 36 imperatori ottomani vissuti tra il 1258 e il 1926 furono raffigurati con obesità addominale o di cui si diceva che fossero obesi". Anche i compositori Bach e Händel furono ritratti con un eccesso di grasso corporeo. La vista di entrambi peggiorò con l'avanzare dell'età e molti pensano che ciò sia stato causato dal diabete di tipo 2. E per secoli, artisti come Rubens e Renoir si sono ispirati a donne con un eccesso di grasso corporeo.
E la Gioconda? Lisa Gherardini, la donna dal sorriso enigmatico nell'iconico dipinto di Leonardo da Vinci, rileva l'esperto, "è raffigurata con un eccesso di grasso corporeo". La rappresentazione dell'obesità è cambiata solo nella seconda metà del secolo scorso, quando i medici hanno scoperto il legame tra diete ricche di grassi saturi, obesità e malattie metaboliche e cardiovascolari, rileva Yafi. "Questo ha portato alla glorificazione di immagini di uomini e donne magri, spesso in modo irrealistico, e alla stigmatizzazione dell'obesità - spiega -. Improvvisamente, le persone magre sono diventate belle e le donne che per secoli hanno ispirato gli artisti non erano più considerate attraenti". Oggi, i farmaci GLP-1 permettono di perdere grandi quantità di peso. Per alcuni, questo ha portato al cosiddetto 'volto da GLP-1', in cui la rapida perdita di grasso da guance, tempie e zona sotto gli occhi rende le rughe più evidenti, la pelle flaccida e gli occhi infossati. "Se ne parla, i chirurghi plastici lo documentano e credo che, con l'aumento dell'uso di questi farmaci, il volto da GLP-1 verrà raffigurato nell'arte", afferma Yafi, secondo il quale stabilire un collegamento tra medicina e arte può aiutare i medici a comprendere meglio l'obesità. "Se i medici si rendono conto che per secoli l'obesità è stata considerata un aspetto positivo, saranno più propensi a non giudicare e a mostrare maggiore empatia. Questo - conclude - dovrebbe consentire loro di trattare i pazienti in modo più olistico e quindi di ottenere risultati migliori".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
