Si lavora per mettere a punto un
piano nazionale per la salute del cuore, dei reni e del
metabolismo: sono quasi 900mila nuovi casi all'anno ma manca un
documento guida per l'organizzazione dei percorsi di cura.
Dopo un anno di lavoro promosso da Altems con 20 organizzazioni
(mediche e associazioni di pazienti) è stato presentato un
policy paper di proposte e la Carta dei Diritti e delle
Responsabilità dei pazienti, un documento che si propone di
disegnare le prime linee del piano che dovrebbe vedere la
partenza dei lavori nel prossimo autunno.
Le malattie cardiovascolari, renali e metaboliche - diabete,
ipertensione, malattia renale cronica, scompenso cardiaco - sono
oggi la prima causa di morte in Italia e in Europa, e colpiscono
spesso le stesse persone contemporaneamente, aggravandosi a
vicenda. In Italia ne sono affetti oltre 9,6 milioni di persone,
con circa 880.000 nuovi casi ogni anno. Eppure, il sistema
sanitario continua a trattarle separatamente. A fronte di un
quadro europeo in cui Spagna, Irlanda, Polonia e Portogallo
hanno già adottato piani nazionali integrati per le malattie
cardiovascolari, l'Italia non ha una strategia unitaria.
Le proposte operative elaborate dal Forum si articolano su tre
assi. Sul piano organizzativo, si chiede di portare la
prevenzione nelle scuole, nelle farmacie, nei luoghi di lavoro,
nello sport e di rafforzare il ruolo del medico di medicina
generale. Sul piano tecnologico, la priorità è un fascicolo
sanitario elettronico. Sul piano sociale, il Forum ha elaborato
la Carta dei Diritti e delle Responsabilità delle persone con
patologie cardio-nefro-metaboliche, validata in Senato a marzo
2026 e ispirata alla Carta Europea dei Diritti del Malato del
2002. L'Italia dispone già degli strumenti necessari (il PNRR,
le Case della Comunità, il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0,
la farmacia dei servizi) ma la loro attuazione rimane
disomogenea e incompleta.
Americo Cicchetti, Professore Ordinario della Facoltà di
Economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ha spiegato
che "il Policy Paper e la Carta dei Diritti dei pazienti sono i
due strumenti operativi con cui vogliamo contribuire
all'attuazione di un Piano nazionale cardiovascolare: uno per
orientare le politiche sanitarie, l'altro per rafforzare il
ruolo attivo della persona".
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