No a nuovi tagli alla spesa
farmaceutica: l'appello arriva dal Forum che riunisce 75 società
scientifiche di medici ospedalieri e universitari alla luce dei
dati sulla crescita di quanto i cittadini esborsano di tasca
propria per le cure farmaceutiche. In Italia nel 2025 la spesa
farmaceutica totale è stata di 25 miliardi di euro e si è
registrato un aumento del 15%, circa 3 miliardi, rispetto al
2023. Il 28% del totale risulta però a carico dei cittadini
anche se al momento il prezzo dei farmaci è inferiore rispetto a
numerosi Paesi europei (in media circa il 20-30%). Sono questi
alcuni dei dati emersi ieri durante una Teleconferenza
organizzata dal Fossc, il Forum che riunisce 75 Società
Scientifiche dei Clinici Ospedalieri ed Universitari Italiani. A
promuovere l'attenzione su questo argomento è stata tempo fa una
nota del ministro della salute Orazio Schillaci, inviata ai
vertici dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Il Ministro
della Salute chiedeva, insieme con il Sottosegretario Gemmato,
interventi correttivi e di iniziative formali su questa materia.
"La crescita della spesa farmaceutica anche a carico dei
privati non può essere una sorpresa - ha sottolineato Francesco
Cognetti, Coordinatore Fossc -. La disponibilità di terapie
efficaci posiziona l'Italia agli ultimi posti nel mondo per
mortalità da malattie prevenibili e curabili. Un paziente con
leucemia negli anni 90 moriva entro pochi mesi mentre oggi può
vivere per molti decenni. Un infartuato può dover assumere
statine, betabloccanti e anticoagulanti per il resto della
vita".
Il Forum chiede quindi che dalla revisione del Prontuario
Farmaceutico Nazionale siano esclusi le terapie innovative, i
farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica e sociale.
"Nel caso della spesa farmaceutica si sottolinea la necessità di
dover considerare il diritto alla salute di tutti i cittadini e
il diritto alle cure migliori per quelli affetti da importanti
patologie - ha affermato Robert Nisticò, Presidente Aifa -.
Bisogna trovare un giusto equilibrio tra questi principi
inderogabili e la sostenibilità economica per il nostro Paese".
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