Si compone già nei primi mesi di vita
il microbiota intestinale, ovvero la popolazione di
microrganismi composta da batteri, funghi, protozoi e virus che
vivono nel corpo umano. In questa fase il latte materno può
infatti rappresentare una delle principali vie di trasferimento
di batteri benefici dalla madre al neonato, con implicazioni
fondamentali per lo sviluppo immunologico e metabolico. È quanto
emerge da uno studio condotto da Fondazione Policlinico
Universitario Campus Bio-Medico, Università Campus Bio-Medico di
Roma, Fondazione Comitans e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
La ricerca è stata discussa al Digestive Disease Week di
Chicago qualche settimana fa e presentata in Italia oggi in
occasione del convegno "Quando il presente lascia traccia. Dal
microbiota alle immagini: leggere la salute per governare il
futuro", promosso dall'Unità Disturbi Funzionali Intestinali e
Microbiota del Policlinico Campus Bio-Medico.
Nello specifico, la ricerca ha seguito diverse coppie
madre-neonato dal terzo trimestre di gravidanza fino ai sei mesi
dopo il parto, con l'obiettivo di comprendere l'impatto della
nutrizione materna sul microbiota del latte e sulla
colonizzazione intestinale nei primi mesi di vita. Il protocollo
ha combinato una sorta di counseling nutrizionale - un percorso
di supporto che aiuta le persone a cambiare le proprie abitudini
alimentari - e analisi microbiologiche su campioni di latte
materno e di feci neonatali, attraverso tecnologie di
sequenziamento di nuova generazione. I dati hanno mostrato un
aumento progressivo di batteri lattici benefici nel microbiota
dei neonati, indicativo di una continuità biologica tra madre e
bambino.
"Questi risultati rafforzano l'ipotesi che il latte materno
non sia soltanto una fonte nutrizionale, ma anche un elemento
attivo nella definizione del microbiota intestinale nei primi
mesi di vita - ha commentato il responsabile dell'Unità Disturbi
Funzionali Intestinali e Microbiota del Policlinico Campus
Bio-Medico Michele Pier Luca Guarino -. L'osservazione di specie
batteriche comuni tra madre e neonato suggerisce una continuità
biologica che apre nuove prospettive anche nello studio dei
meccanismi di sviluppo del sistema immunitario".
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