Farmaco riduce i rischi per le malattie cardiovascolari e renali

Tre studi ne dimostrano efficacia su ampia popolazione pazienti ocn diverse malattie reni


Un farmaco finora prescritto solo a un gruppo ristretto di pazienti, il finerenone, si è dimostrato in grado di preservare la funzionalità renale, riducendo anche il rischio cardiovascolare e migliorando la sopravvivenza in una fascia molto più ampia di pazienti con malattia renale cronica (Mrc). Lo dimostrano tre importanti studi presentati a Glasgow, al congresso della European Renal Association e pubblicati su Jama, Lancet e New England Journal of Medicine. I benefici del farmaco si estendono oltre il diabete, includendo la malattia renale cronica non diabetica e le malattie renali autoimmuni.
    Il finerenone è un antagonista di un recettore alla base dell'infiammazione e della fibrosi in molte forme di malattia renale. È attualmente approvato per il trattamento della Mrc associata al diabete di tipo 2, ma i ricercatori del George Institute for Global Health ne hanno valutato il potenziale in una popolazione di pazienti ben più ampia.
    Pubblicato sul Nejm, lo studio FIND-CKD ha valutato il finerenone in 1.584 pazienti con Mrc non diabetica da 24 paesi.
    In aggiunta alla terapia standard, il finerenone ha rallentato significativamente il declino della funzionalità renale. Inoltre il farmaco riduce del 23% il rischio di insufficienza renale, progressione della Mrc, insufficienza cardiaca o morte cardiovascolare.
    Un secondo studio, pubblicato su JAMA, si è concentrato su un sottogruppo di pazienti con malattie glomerulari, un gruppo di patologie autoimmuni caratterizzate da danno renale per le quali vi sono poche opzioni terapeutiche. In questi pazienti, il finerenone ha ridotto il rischio di insufficienza renale o di progressione della Mrc del 26% rispetto al placebo e ha ridotto l'albuminuria, ovvero la presenza di proteine nelle urine -indicatore chiave del danno renale - del 42% a 12 mesi.
    In una terza analisi, pubblicata su The Lancet, i ricercatori hanno studiato 14.574 pazienti con Mrc diabetica e non diabetica, mostrando che il finerenone riduce il rischio di insufficienza renale o di progressione della Mrc del 24% rispetto al placebo. Il finerenone riduce anche il rischio di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca o morte cardiovascolare del 20% e la mortalità per tutte le cause del 12% rispetto al placebo, indipendentemente dalla presenza di diabete, dalla patologia renale di base o dalla funzionalità renale.
   

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