Uno studio internazionale, con il
contributo dell'Università Statale di Milano e dell'Università
di Napoli Federico II, ha sviluppato una nuova classe di
molecole antinfiammatorie fotoregolabili, la cui attività può
essere modulata con la luce per controllare l'effetto del
farmaco nello spazio e nel tempo, attivandolo solo dove e quando
serve, con l'obiettivo di ridurre i possibili effetti
collaterali. Questa tecnologia si inserisce nel campo emergente
della fotofarmacologia, che potrebbe permettere terapie più
mirate per tutte le condizioni cliniche dove i processi
infiammatori giocano un ruolo chiave. Il lavoro è stato
pubblicato sul Journal of the American Chemical Society.
Rendere questo tipo di farmaci, cioè i Fans, più mirati,
attivandoli solo nei tessuti colpiti e nel momento necessario, è
l'obiettivo della ricerca, coordinata dall'Università Statale di
Milano con i gruppi del professor Carlo Matera e del professor
Giovanni Grazioso, entrambi docenti di Chimica Farmaceutica del
Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, e della professoressa
Anna Pistocchi docente di Biologia Cellulare e Applicata del
Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale.
Lo studio ha portato allo sviluppo di nuove molecole,
denominate 'photocoxibs', che funzionano come degli
interruttori: cambiano struttura quando vengono illuminate e in
questo modo è possibile modulare l'effetto terapeutico del
farmaco nello spazio e nel tempo, attivandolo solo dove e quando
serve, senza colpire anche tessuti sani e quindi, causare
effetti indesiderati talvolta importanti, come problemi gastrici
o cardiovascolari. In assenza di luce, la molecola ritorna alla
forma di partenza, permettendo un controllo reversibile
dell'attività.
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