Un nuovo farmaco è disponibile per i
pazienti affetti dalla leucemia linfatica cronica (recidivante o
refrattaria), la forma di leucemia più frequente negli adulti
con circa 3mila nuovi casi all'anno in Italia e oltre 300 nel
Lazio. Si tratta della molecola pirtobrutinib di Lilly, primo e
unico di Btk non covalente (reversibile), per cui è stata
approvata la rimborsabilità nel servizio sanitario nazionale da
parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Gli inibitori di
Btk sono farmaci mirati che bloccano un enzima chiave per la
sopravvivenza delle cellule tumorali.
L'approvazione risponde a un bisogno clinico importante: offre
una nuova opzione terapeutica efficace per i pazienti che hanno
sviluppato resistenza o intolleranza agli inibitori covalenti di
Btk.
La malattia è tipica dell'età più avanzata, con il 40% delle
diagnosi effettuate oltre i 75 anni e solo il 15% entro i 50
anni.
"Nel Lazio si stimano circa 300 nuovi casi all'anno di leucemia
linfatica cronica e presso il policlinico Gemelli vengono
effettuate circa 100 nuove diagnosi di questa patologia ogni
anno - spiega Luca Laurenti, professore associato presso
l'Istituto di ematologia dell'Università Cattolica del Sacro
Cuore e direttore Uosd Llc -. In questo contesto si inserisce
perfettamente pirtobrutinib, nuova opzione terapeutica per i
pazienti precedentemente trattati con inibitori covalenti di
Btk". Per Laurenti, "grazie al suo meccanismo d'azione non
covalente e reversibile, pirtobrutinib è in grado di inibire
efficacemente Btk anche nei pazienti che hanno sviluppato
resistenza agli inibitori covalenti, offrendo una nuova
opportunità di trattamento in uno scenario clinico complesso".
"I risultati dello studio 'Bruin 32' hanno dimostrato un profilo
di efficacia e sicurezza molto rilevante in pazienti già esposti
a inibitori covalenti di Btk, con risposte durature e un tempo
alla progressione e al ritrattamento superiore ai due anni - ha
continuato Laurenti -. Inoltre, il farmaco presenta una
tollerabilità favorevole, con una bassa incidenza di eventi
avversi come aritmie cardiache, ipertensione e sanguinamenti
rispetto agli inibitori covalenti di Btk. Questo si traduce in
una riduzione della tossicità, una migliore aderenza al
trattamento e, complessivamente, in un beneficio clinico
significativo e in una migliore qualità di vita per i pazienti".
"Pirtobrutinib - conclude Laurenti - è una terapia orale
somministrata in modo continuativo ed è già disponibile
all'interno del piano terapeutico ospedaliero del Policlinico
Gemelli, rappresentando un'opzione concreta e immediatamente
accessibile per i nostri pazienti".
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