Al Gemelli l'hospice perinatale accompagna le famiglie con diagnosi complesse

In 10 anni presi in carico circa 100 nuclei con il modello innovativo di cure palliative


Accompagnare le famiglie che affrontano diagnosi prenatali particolarmente complesse: un impegno reale e concreto che da dieci anni prende forma nell'esperienza dell'hospice perinatale del policlinico universitario A. Gemelli Irccs di Roma, modello innovativo di cure palliative perinatali e pediatriche capace di offrire presa in carico multidisciplinare, vicinanza e continuità assistenziale lungo tutto il percorso della gravidanza, della nascita e della crescita del bambino.
    In questo contesto si è svolta, mercoledì 10 giugno presso la Fondazione Policlinico Gemelli, una delle tappe romane del Giro d'Italia delle Cure Palliative Pediatriche promossa dalla Fondazione Maruzza.
    L'hospice perinatale del Gemelli è nato nel 2016 come modello integrato di cure palliative perinatali e che ha portato anche all'elaborazione di un percorso clinico assistenziale dedicato alle coppie che ricevono una diagnosi prenatale caratterizzata da prognosi severa, ad alto rischio di esito infausto o da condizioni life-limiting. L'obiettivo è garantire una presa in carico personalizzata, continuativa e multidisciplinare. Un'équipe di operatori sanitari accompagna le coppie che ricevono una diagnosi prenatale di feto con prognosi ad alto rischio, con la presa in carico prenatale (cure palliative prenatali), nel periodo postnatale (cure palliative neonatali) che può anche prevedere il ricovero e la cura attiva in terapia intensiva neonatale, soprattutto nelle situazioni di diagnosi incerta, fino all'accompagnamento sul territorio (cure palliative pediatriche).
    Dal 2015 al 2025 sono state prese in carico circa 100 famiglie. Nel corso del decennio sono state effettuate 105 consulenze di etica clinica e, in 72 casi, è stato elaborato un Documento Condiviso di orientamento etico-assistenziale. Un ulteriore elemento di rilievo riguarda l'attenzione alla qualità di vita già durante la gravidanza. Il 22% delle donne seguite è stato sottoposto a procedure palliative prenatali.
    L'accompagnamento è proseguito dopo la nascita attraverso percorsi personalizzati condivisi con le famiglie. Quindici bambini sono stati dimessi con assistenza domiciliare attivata e otto proseguono tuttora il loro percorso di cure palliative e follow-up.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi su www.ansa.it