Somministrando una singola dose di
psilocibina, la sostanza psichedelica presente in alcuni funghi
allucinogeni e allo studio anche per i disturbi depressivi
resistenti ai farmaci, ricercatori brasiliani sono riusciti a
rimuovere temporaneamente diversi deficit associati
all'Alzheimer in una donna di 80 anni, già da tempo invalidata
dalla malattia. È il risultato riportato sulla rivista Frontiers
in Neuroscience da Joe Xavier Simonet del Medical Department,
Associação Cruz de Ankh a São Paulo.
La donna soffriva di Alzheimer in forma grave e i
ricercatori hanno scoperto che dopo aver assunto una singola
dose elevata di psilocibina, la paziente ha riacquistato
temporaneamente diverse abilità che aveva perso ormai già da
anni. Entro 19 ore dall'assunzione della dose, la donna era in
grado di sostenere conversazioni di un'ora sulla sua vita,
mentre prima dello studio l'anziana poteva scambiare una o due
parole alla volta. Inoltre la paziente ha iniziato a mostrare
emozioni e a comprendere e reagire a stimoli umoristici.
Inoltre, la sostanza ha migliorato anche il suo controllo
della vescica durante la notte e la donna ha anche iniziato a
vestirsi da sola. Molti dei miglioramenti osservati sono
persistiti per settimane, alcuni in modo continuativo anche dopo
la seconda dose, più bassa.
Questo caso ha dimostrato che dopo aver ricevuto la
psilocibina, un paziente con Alzheimer avanzato ha riacquistato
temporaneamente diverse abilità. I ricercatori, tuttavia, hanno
sottolineato che il trattamento non ha curato la malattia e
hanno aggiunto che dai risultati emerge come alcune capacità
funzionali possono ancora rimanere nel cervello durante lo
stadio avanzato dell'Alzheimer ed essere temporaneamente
riattivate in determinate condizioni.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
