In Serbia impiantato un cuore artificiale in un ragazzo di 13 anni

E' il terzo intervento di questo tipo mai eseguito al mondo


Un cuore artificiale è stato impiantato in un ragazzo di 13 anni in Serbia. Il ragazzo, di Sarajevo, che soffre di una grave patologia cardiaca ed è stato sottoposto a una terapia "estremamente complessa" a Belgrado, in un intervento, descritto come un nuovo passo avanti nella cardiochirurgia pediatrica e che consentirà al giovanissimo paziente di vivere in attesa del trapianto di un cuore nuovo. Si tratta, scrivono i media serbi di un intervento che è stato eseguito fino ad oggi solo due volte negli Stati Uniti su pazienti ancora più giovani.
A operare è stato un team congiunto dell'Istituto per le malattie cardiovascolari 'Dedinje' e dell'Istituto per la salute materno-infantile 'Dr. Vukan Čupić'. "Dal punto di vista tecnico, si è trattato di una sfida chirurgica di notevole entità, poiché era necessario impiantare un dispositivo non proprio piccolo nel torace di un bambino di 13 anni. Era fondamentale individuare l'approccio chirurgico ottimale e poi adattare l'anestesia e il trattamento intensivo", ha detto il cardiochirurgo Saša Borović, che ha diretto l'équipe.
Secondo il cardiochirurgo Ivan Dizdarevic, le dimensioni del dispositivo rappresentavano la maggiore incognita: "non avevamo alcun timore", ma "la nostra maggiore preoccupazione era se il dispositivo sarebbe effettivamente entrato in un torace così piccolo". "Abbiamo lottato insieme per tre giorni per far combaciare tecnicamente tutto. Alla fine, tutto è andato per il meglio. Il ragazzo si sta riprendendo e siamo tutti soddisfatti di come sta procedendo il decorso post-operatorio". Dizdarevic ha detto a Rts che immediatamente prima dell'intervento, il paziente ha avuto un improvviso peggioramento delle condizioni e uno shock cardiogeno, che ha reso necessario il collegamento urgente al sistema Ecmo (Ossigenazione extracorporea a membrana), complicando ulteriormente l'intera procedura.
   

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