Centomila italiani vengono monitorati
a distanza per problemi cardiaci senza mettere piede in un
ospedale. Un sistema di intelligenza artificiale addestrato su
1,5 milioni di episodi clinici riduce dell'88% i falsi allarmi e
segnala le aritmie prima che diventino emergenze. Un terzo
occhio con intelligenza artificiale riduce del 50% il tasso di
lesioni non rilevate durante le colonscopie e aumenta fino al
14,4% la capacità diagnostica per patologie oncologiche. Un
robot assiste il chirurgo vertebra per vertebra, in tempo reale.
Tutto questo accade già, nelle corsie di alcuni ospedali
italiani, grazie alle tecnologie.
Questa visione è stata al centro di Medtronic Experience,
l'evento che si è tenuto oggi presso l'X Value Lab di Milano e
che ha riunito rappresentanti del mondo clinico e scientifico,
associazioni dei pazienti e professionisti della salute.
"L'IA - ha dichiarato Fabrizio Oliva, Past President Anmco e
presidente della Italian Federation of Cardiology - è e sarà una
compagna di viaggio per noi clinici. È utile per accelerare i
processi, ci può permettere di dedicare più tempo al rapporto,
spesso trascurato, tra medico e paziente. Ma soprattutto per
orientarci verso terapie sempre più personalizzate. Bisogna però
stare attenti ai rischi, che sono: per i pazienti, quella
dell'autodiagnosi; per i clinici, quello di affidarsi troppo
senza una giusta alfabetizzazione; per le strutture, visto che
sono richiesti investimenti, quello di una disuguaglianza
nell'offerta di cure".
"L''intelligenza artificiale, la robotica, le piattaforme
digitali e i dati non sono più strumenti accessori - ha detto
Paola Pirotta, Ad di Medtronic Italia - stanno diventando il
nuovo linguaggio della cura. La nostra evoluzione in Healthcare
Technology Company nasce dalla convinzione che il valore
dell'innovazione non risieda nella tecnologia in sé, ma nella
sua capacità di migliorare concretamente la vita delle persone e
rendere i sistemi sanitari più efficaci e sostenibili".
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