A Torino una ricerca su nuove strategie contro i sarcomi ossei pediatrici

Al Regina Margherita uno studio per portare farmaci al tessuto tumorale


Utilizzare le vescicole extracellulari - rilasciate dalle cellule stromali mesenchimali (Csm) del midollo osseo - come navette biologiche per trasportare farmaci verso il tessuto tumorale. Caricate con chemioterapici, queste vescicole potrebbero aiutare a portare il trattamento più vicino al tumore e, in prospettiva, a ridurre il danno ai tessuti sani. È su questa strategia che si focalizza il progetto sviluppato dall'Ospedale Infantile Regina Margherita dell'Azienda Ospedaliera Oirm - Sant'Anna, afferente alla struttura di Oncoematologia Pediatrica diretta da Franca Fagioli. Il progetto nasce dall'esperienza decennale del Laboratorio nello studio e nell'utilizzo delle Csm e ha l'obiettivo di valutare, in fase preclinica, l'efficacia e la sicurezza di microvescicole derivate da Csm e caricate con il farmaco chemioterapico doxorubicina per il trattamento dei sarcomi ossei pediatrici.
    I sarcomi ossei pediatrici, tra cui l'osteosarcoma e il sarcoma di Ewing, sono tumori rari e aggressivi che colpiscono soprattutto bambini, adolescenti e giovani adulti. Le terapie oggi disponibili, basate su chirurgia, chemioterapia e radioterapia, hanno migliorato le possibilità di cura in molti pazienti. Tuttavia, nelle forme metastatiche, recidivanti o resistenti ai trattamenti, la prognosi resta ancora difficile.
    I risultati preliminari indicano una direzione promettente. Le vescicole caricate con il farmaco hanno mostrato attività su linee cellulari di osteosarcoma, con una riduzione importante della vitalità cellulare dopo 24 ore di trattamento.
    Il progetto prevede ora la validazione in modelli preclinici in vivo, passaggio necessario per capire come il farmaco si comporta nell'uomo, se rimane nel tumore, se raggiunge organi sani, quale tossicità provoca e se l'effetto terapeutico è superiore rispetto alla doxorubicina libera. Se i risultati confermeranno efficacia e sicurezza, le vescicole extracellulari caricate con doxorubicina potrebbero rappresentare una nuova formulazione biologica per il trattamento dell'osteosarcoma e di altri sarcomi ossei ad alto rischio.
   

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