>>>ANSA/ I legali, 'ancora messaggi di odio contro la madre di Sempio'

Difesa autorizzata da famiglia, "ha tentato di togliersi la vita". Uscita da rianimazione


(di Francesca Brunati e Igor Greganti) Ha tentato di togliersi la vita Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio ricoverata da ieri in rianimazione dell'ospedale di Vigevano per una overdose di tranquillanti. Non è in pericolo di vita ed è in condizioni stabili tanto che in serata è stata trasferita dalla terapia intensiva al reparto di psichiatria.
    Se dunque da un lato è possibile ipotizzare che la signora, 66 anni, non abbia retto allo stress dovuto al figlio di nuovo indagato, per la terza volta, per l'omicidio di Chiara Poggi e al peso di una indagine non archiviata ma che si avvia verso una richiesta di processo, dall'altro appare quasi inverosimile la pioggia di messaggi di haters che nelle ultime ore la stanno bersagliando. Liborio Cataliotti ed Angela Taccia, i legali di Andrea, accusato dell'omicidio di Garlasco, autorizzati da lui e dal padre Giuseppe a rendere noto quanto è accaduto, hanno lanciato un appello diretto a chi frequenta i social.
    Cataliotti mercoledì aveva ha parlato di "un campanello di allarme che ci dice che è il momento per tutti di abbassare i toni". Ed oggi ha invocato, rivolgendosi al popolo del web, il ritorno a un clima "più sereno, soprattutto laddove si parli di persone solo indirettamente coinvolte nell'indagine e che abbiano solo il torto di essere amiche o parenti di indagato, imputato o condannato".
    I due avvocati hanno fatto notare che dopo la notizia del suo ricovero, attorno alla vicenda e, in particolare, sulla madre di Andrea è sorta una campagna "di odio" su Instagram, Tiktok e in generale online che sta proseguendo anche in queste ore, "perché continuano ad arrivare messaggi contro di lei".
    Daniela Ferrari non ha mai negato il suo malessere, la sua ansia e le difficoltà incontrate: il figlio accusato di aver ucciso la sorella di Marco, uno dei suoi più cari amici di allora, gli insulti quotidiani e, come se non bastasse, il fiato dei media sul collo, con alcuni giornalisti, aveva raccontato in una intervista, sempre fuori dalla porta della loro casa. In più, come si evince dalle intercettazioni agli atti dell'inchiesta dei pm di Pavia, i sensi di colpa per aver consigliato al figlio "di tenere lo scontrino. Ho rovinato la vita ad Andrea", aveva detto al marito.
    Una situazione così preoccupante e dolorosa da non risparmiarle alcuni malori: il 28 aprile dell'anno scorso, quando venne convocata come testimone dai carabinieri di Milano per essere sentita come testimone nella nuova inchiesta proprio sulla capitolo del ticket del parcheggio di Vigevano si era sentita male e lo scorso ottobre era già stata ricoverata.
   
   

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