Il dolore cronico in Italia è una
realtà per 13 milioni di italiani: donna (83%), di età compresa
tra i 46 e i 60 anni, è il profilo di chi convive principalmente
in queste condizioni da oltre 5 anni (75%) con costi che
arrivano fino (e oltre in alcuni casi), ai 300 euro al mese.
Sono persone che soffrono di Fibromialgia, Artrite (reumatoide,
psoriasica), Endometriosi, Emicrania/Cefalea cronica, patologie
Autoimmuni (LES, Sjogren), Diabete, Malattie croniche
intestinali e Neuropatie, e che devono affrontare un percorso
diagnostico e terapeutico complesso e spesso inadeguato. Sono
dati che emergono dalla survey "Vivere con il dolore cronico:
impatto del dolore nella vita quotidiana", prima ricerca
nazionale condotta dall'Alleanza sul Dolore ideata da Teresa
Petrangolini, Alessandra Sorrentino e Lorenzo Latella e Luca
Savarese su iniziativa di Health Engine ETS (soggetto promotore
di iniziative di advocacy nell'ambito della salute).
La ricerca indica alcune criticità che riguardano il 25%
della popolazione dell'intero Paese: grave ritardo diagnostico;
mancanza di presa in carico strutturata; sofferenza psicologica
ignorata; isolamento sociale; oneri economici nascosti.
Nonostante la maggioranza abbia una diagnosi definitiva (78%), i
tempi per ottenerla sono estremamente lunghi, con attese che in
certi casi superano i 5 anni. La gestione del dolore è poi
un'area particolarmente critica: il 57% dei pazienti non è mai
stato inserito in un percorso di cura strutturato. La spesa
mensile aggiuntiva per il 35% dei rispondenti alla survey spende
50-150 euro al mese, il 22% deve stanziare 151-300 euro e l'11%
affronta una spesa mensile superiore a 300 euro.
L'impatto psicologico sulla "Progettazione del futuro" è
immenso: il 62% dei rispondenti (743) assegna un punteggio tra 8
e 10 alla "possibilità di progettare", con il 29% (354) che
sceglie il massimo (10) punteggio, che fotografa l'assoluta
impossibilità di programmarsi in ambiti lavorativi, familiari e
sociali.
"Questa Survey mostra la drammaticità del vissuto dei pazienti e
indurre istituzioni e decisori a mettere il dolore cronico
nell'agenda delle priorità socio-sanitarie", ha dichiarato
Teresa Petrangolini (fondatrice e coordinatrice dell'Alleanza).
"Desideriamo rilanciare l'impegno di colmare un vuoto di
dimensionamento del vissuto con il dolore. E di conseguenza
speriamo di smuovere i decisori nazionali e regionale, come
abbiamo già fatto lo scorso novembre lanciando il Manifesto
DOLORE: NO GRAZIE!, per arrivare a decisioni che consentano
l'accesso alle cure per tutti, in tutti i territori, con
tempestività, qualità e innovazione, realizzando finalmente i
contenuti della legge 38/2010".
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