Il Sant'Orsola cerca il tallone d'Achille nella leucemia mieloide acuta

Nuovo progetto sostenuto dalla Fondazione Airc


In un nuovo progetto sostenuto dalla Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, un gruppo di ricercatori del Policlinico Sant'Orsola Irccs di Bologna punta a indagare la connessione tra mutazioni del gene TP53, alti livelli di interferone gamma e l'infiammazione disfunzionale del midollo osseo nella leucemia mieloide acuta. Il fine ultimo è sviluppare nuove immunoterapie per trattare uno dei tumori ematologici più resistenti alle attuali terapie.
    Questo tumore, spiegano i ricercatori, "rappresenta una delle sfide più complesse in campo ematologico" eppure "potrebbe nascondere un inaspettato 'tallone d'Achille'". Ed è proprio questo l'obiettivo della ricerca. Il progetto quinquennale presentato dall'ematologo Antonio Curti, responsabile del gruppo di ricerca, ha ricevuto un finanziamento nell'ambito del bando "Investigator Grant 2025" della Fondazione Airc rinnovabile anno per anno, fino a un totale complessivo di 800mila euro (58mila dei quali già assegnati a fine 2025). Obiettivo del progetto è indagare i legami che intercorrono tra le mutazioni del gene TP53 nelle cellule leucemiche, l'infiammazione disfunzionale del midollo osseo e la produzione eccessiva di interferone gamma, una molecola chiave del sistema immunitario.
    "Vogliamo comprendere i meccanismi biologici che sottendono alla relazione tra cellule leucemiche e microambiente per capire dove agire con nuove terapie per spegnere l'infiammazione e ripristinare il ruolo del sistema immunitario del paziente - spiega Curti - La leucemia mieloide acuta con mutazioni di TP53 può avere qualche analogia con il mito di Achille: una malattia che sembra invincibile, ma che non può non nascondere un punto di vulnerabilità. Ecco, con questo progetto cerchiamo il tallone d'Achille di questa malattia proprio nel suo microambiente".
   
   

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