L'ordine dei Medici Chirurghi e
Odontoiatri di Padova ha inviato una lettera aperta ai
parlamentari euganei per sottolineare il loro disappunto contro
la reiscrizione neglialbi dei medici radiati in seguito alla
loro posizione sul Covid.
"L'emendamento a prima firma dell'on. Alice Buonguerrieri, che
apre alla reiscrizione negli Albi dei sanitari radiati per
provvedimenti disciplinari assunti durante la pandemia, -
scrivono - non è una norma tecnica. È una scelta di campo, e la
riteniamo sbagliata. Non vogliamo riaprire il dibattito
sull'obbligo vaccinale, né rincorrere contrapposizioni che
appartengono a una fase dolorosa. Qui si tratta d'altro: se le
decisioni disciplinari degli Ordini valgono qualcosa o no.
Gli Ordini esercitano una funzione pubblica affidata loro dallo
Stato. Si pongono al servizio e a difesa della collettività. Le
loro decisioni disciplinari non sono atti politici: sono
provvedimenti assunti secondo procedure definite dalla legge e
dal Codice Deontologico, con un solo scopo — garantire che chi
esercita la professione risponda a principi scientifici ed
etici. Cancellare per legge gli effetti di quelle decisioni
indebolisce gli Ordini e dice ai cittadini che le regole poste a
loro tutela si possono aggirare". "Durante la pandemia -
rilevano - migliaia di professionisti sanitari si sono ammalati
esercitando la professione, e centinaia sono morti per garantire
cure e assistenza. Quella dedizione merita rispetto, non
revisionismo. Un intervento legislativo che sembri delegittimare
le decisioni assunte dagli Ordini in quel momento rischia di
ferire la credibilità della professione e la fiducia dei
cittadini. Il presidente Nazionale della Fnomceo. Filippo
Anelli, lo ha detto chiaramente: la scienza resta il punto di
riferimento della tutela della salute, e l'autonomia degli
Ordini è una garanzia per i cittadini, non un privilegio della
categoria. Chiediamo con fermezza a chi rappresenta la provincia
di Padova in Parlamento - concludono- di adoperarsi per
sopprimere questa disposizione. Le regole che tutelano i
cittadini non si riscrivono a posteriori per accontentare chi le
ha infrante".
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