Disturbo borderline personalità, tracciata mappa geni che aumentano rischi

Tra estreme fluttuazioni dell'umore, rabbia e impulsività colpisce il 2% della popolazione


Identificati nove geni associati al disturbo borderline di personalità, caratterizzato da instabilità e ipersensibilità nei rapporti interpersonali, estreme fluttuazioni dell'umore, rabbia e impulsività. È il risultato dell'analisi condotta da Fabian Streit, psicologo presso l'Istituto Centrale di Salute Mentale di Mannheim, in Germania, pubblicata su Nature Genetics, il più ampio studio di associazione a livello genomico su questa patologia finora condotto.

Lo studio ha identificato 11 regioni (o loci) associate al disturbo e, all'interno o in prossimità di queste ampie aree, si trovano nove geni funzionali che sembrano essere collegati a esso. Gli autori stimano che le varianti genetiche appena identificate rappresentano circa il 17% del rischio ereditario di soffrirne, suggerendo che si tratta di un disturbo in cui la componente ereditaria è piuttosto importante, anche se da sola non basta a fornire un quadro completo delle cause.

La patologia colpisce fino al 2% della popolazione nei paesi occidentali e le donne hanno circa tre volte più probabilità di ricevere una diagnosi di disturbo borderline di personalità rispetto agli uomini.Si ritiene che fattori di rischio genetici e ambientali contribuiscano al rischio di sviluppare la patologia.

I ricercatori hanno combinato i dati di un totale di 27 studi che hanno reclutato persone con il disturbo borderline di personalità o che hanno analizzato dati genetici e sanitari provenienti da biobanche. Il team ha inizialmente esaminato oltre sei milioni di marcatori genetici in due gruppi di persone: 12.339 individui con il disturbo e oltre un milione di persone senza. I ricercatori hanno individuato sei siti sul genoma contenenti varianti genetiche associate al disturbo borderline di personalità. Queste varianti sono rimaste significative in una seconda analisi che ha coinvolto 685 persone con il disturbo e 107.750 persone senza. Combinando le due analisi, il team ha identificato altri cinque loci sul genoma che mostravano un'associazione con la patologia.

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