La professione del medico di famiglia riacquista appeal e sale nelle preferenze dei giovani dottori.
Lo dicono i numeri relativi al bando, che si è chiuso lo scorso 27 luglio, per presentare le domande di accesso al corso di formazione specifica in Medicina generale 2026-2029: quasi 6mila (5.965) le domande presentate, a fronte di 2.651 posti disponibili. Una chiara inversione di trend dopo che lo scorso anno, con 2.200 posti a bando, si era registrato un fenomeno di forte calo delle domande di partecipazione in molte aree d'Italia.
Una risposta massiccia sollecitata dallo stesso segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) Silvestro Scotti che, a pochi giorni dalla scadenza del bando, aveva invitato i giovani laureati in Medicina a "cogliere questa opportunità e a scegliere una professione destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale nel Servizio sanitario nazionale".
Ciò anche a fronte della attuale carenza di medici di base: sono attualmente circa 37mila e all'appello ne mancherebbero oltre 5.700. Una carenza destinata ad aggravarsi anche per i previsti prossimi pensionamenti - tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione - mentre le sfide da affrontare sono tante, a partire dal nuovo ruolo di questi professionisti nelle Case di comunità.
Ma il boom di domande registrato non cancella i problemi sul tappeto. "Chiamiamo le istituzioni a trasformare questa aspettativa in riforme legislative e contrattuali non rimandabili", afferma Scotti. Dalle 1.080 domande della Campania (per 240 posti) alle 625 dell'Emilia Romagna (185 posti), si tratta, rileva la Fimmg, di "cifre rilevanti che sono in significativo aumento". Sono numeri, commenta Scotti, che "superano le aspettative, ma non è una celebrazione di successo.
I giovani medici stanno riponendo nella Medicina generale una fiducia che, come Federazione, non possiamo tradire, e che le istituzioni hanno l'obbligo di onorare con atti concreti.
Dobbiamo trasformare questa fiducia in riforme che rendano reale ciò che i giovani chiedono di trovare quando entreranno nella professione". Da qui le richieste della Fimmg: potenziare la strumentazione negli studi, meno burocrazia, riconoscimento della Medicina generale come specializzazione universitaria, detassazione degli incentivi professionali. "Questi giovani dottori ci stanno dicendo di sì, ma servono fatti concreti che li sostengano nella loro scelta e che producano certezze professionali e di riconoscimento nel SSN, glielo dobbiamo come Paese", è l'appello del leader Fimmg.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
