Tutti i pazienti che erano stati
ricoverati a Milano dopo l'incendio di Capodanno a Crans-Montana
sono stati dimessi e sono tornati a casa. Anche Francesca,
l'ultima dei dodici ragazzi curati nel capoluogo lombardo, ha
lasciato oggi il Centro Ustioni del Niguarda. Lo fa sapere
l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso:
"Missione compiuta - commenta Bertolaso -, perché tutti e 12 i
pazienti sono tornati a casa. Era la promessa che avevamo fatto
ai genitori quella drammatica mattina ed è una notizia che ci
riempie di gioia". "Dodici persone gravemente ferite, dieci
delle quali giovanissime, che hanno trovato professionisti
sanitari pronti ad affrontare una delle emergenze più complesse
degli ultimi anni - scrive Bertolaso sui suoi profili social -.
Nei primi giorni oltre 100 persone hanno lavorato
contemporaneamente e molte altre se ne sono aggiunte nel tempo:
medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo. Areu ha
trasportato i pazienti in elicottero, a Niguarda il Pronto
Soccorso e la Terapia Intensiva li hanno accolti e stabilizzati,
il Centro Ustioni ha garantito cure specialistiche di altissima
complessità e la Banca dei Tessuti ha messo a disposizione oltre
25 mila centimetri quadrati di cute". Ci sono voluti "più di 50
interventi chirurgici - sottolinea l'assessore -, almeno una
trentina di medicazioni in sedazione per ciascun paziente, oltre
a visite, medicazioni e sedute laser". Bertolaso evidenzia
che "il percorso non è ancora finito. Le ferite hanno bisogno di
tempo per guarire e, soprattutto, per tutti resta un lungo
cammino di riabilitazione fisica e psicologica" con alcuni
ragazzi che "hanno già iniziato anche un percorso di chirurgia
della mano" per recuperare la mobilità limitata dalle cicatrici
lasciate dalle ustioni. "Ci vorranno tempo, pazienza e forza
per lasciarsi alle spalle quello che è successo e tornare, passo
dopo passo, alla vita di tutti i giorni - conclude Bertolaso -.
Ma non dobbiamo dimenticare, neppure per un attimo, che anche in
questa giornata il nostro pensiero più commosso è però rivolto
ai ragazzi che quella notte non ce l'hanno fatta e ai loro cari.
Il dolore per quelle giovani vite spezzate resterà per sempre
parte di tutti noi e ci deve spronare a fare di tutto perché
tragedie del genere non accadano più". "Dodici persone
gravemente ferite, dieci delle quali giovanissime, che hanno
trovato professionisti sanitari pronti ad affrontare una delle
emergenze più complesse degli ultimi anni - scrive Bertolaso sui
suoi profili social -. Nei primi giorni oltre 100 persone hanno
lavorato contemporaneamente e molte altre se ne sono aggiunte
nel tempo: medici, infermieri, tecnici e personale
amministrativo. Areu ha trasportato i pazienti in elicottero, a
Niguarda il Pronto Soccorso e la Terapia Intensiva li hanno
accolti e stabilizzati, il Centro Ustioni ha garantito cure
specialistiche di altissima complessità e la Banca dei Tessuti
ha messo a disposizione oltre 25 mila centimetri quadrati di
cute". Ci sono voluti "più di 50 interventi chirurgici -
sottolinea l'assessore -, almeno una trentina di medicazioni in
sedazione per ciascun paziente, oltre a visite, medicazioni e
sedute laser". Bertolaso evidenzia che "il percorso non è
ancora finito. Le ferite hanno bisogno di tempo per guarire e,
soprattutto, per tutti resta un lungo cammino di riabilitazione
fisica e psicologica" con alcuni ragazzi che "hanno già iniziato
anche un percorso di chirurgia della mano" per recuperare la
mobilità limitata dalle cicatrici lasciate dalle ustioni. "Ci
vorranno tempo, pazienza e forza per lasciarsi alle spalle
quello che è successo e tornare, passo dopo passo, alla vita di
tutti i giorni - conclude Bertolaso -. Ma non dobbiamo
dimenticare, neppure per un attimo, che anche in questa giornata
il nostro pensiero più commosso è però rivolto ai ragazzi che
quella notte non ce l'hanno fatta e ai loro cari. Il dolore per
quelle giovani vite spezzate resterà per sempre parte di tutti
noi e ci deve spronare a fare di tutto perché tragedie del
genere non accadano più".
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