Fresco Parkinson Institute, 'curarsi significa anche non abbandonare la socialità'

La direttrice Norcini, 'importante l'attività aerobica, il trucco è non fermarsi'


"Curare il Parkinson non significa solamente trattare quelli che sono i sintomi motori, quali tremori e bradicinesie (rallentamento dei movimenti), ma implica anche accompagnare i pazienti, attraverso percorsi di neuro riabilitazione e interventi complementari, a mantenere una vita sociale attiva e a praticare attività fisica aerobica, danza, canto, a dedicarsi all'arte e rimanere parte integrante della comunità. Sebbene il Parkinson sia una malattia prevalentemente motoria, il trucco è proprio quello di non fermarsi".
    Lo spiega all'ANSA Monica Norcini, direttrice del Fresco Parkinson Institute Italia Ets e ricercatrice di neurologia alla New York University Langone Health, commentando la notizia della diagnosi di Parkinson dell'ex ministro Dario Franceschini.
    "Ad oggi numerosi studi dimostrano che l'attività fisica, associata ad una giusta terapia farmacologica, soprattutto se fatta in maniera aerobica, un minimo di 45 minuti al giorno, può contribuire a migliora la qualità di vita dei pazienti, favorendo una maggiore stabilità dei sintomi", aggiunge l'esperta.
    Anche sul fronte della consapevolezza sulla malattia, "si sta progressivamente imparando a riconoscere quelle che sono le manifestazioni premotorie, quali ansia, depressione, iposmia (perdita dell'olfatto), stipsi e altri disturbi - aggiunge Norcini -. Questo consente di arrivare a una diagnosi più tempestiva. Riconoscere il Parkinson nelle fasi iniziali permette infatti di impostare più rapidamente una terapia farmacologica appropriata e di mantenere i sintomi maggiormente sotto controllo".
   

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