Febbre, cefalea e nausea i sintomi del Toscana virus

Trasmesso dai pappataci, 115 casi nel '25 in Italia. Le faq dell'Iss dopo il caso del cantante Tommaso Paradiso


Febbre, cefalea, nausea, vomito, con esordio improvviso, che tendono ad autorisolversi in media dopo circa 7 giorni senza bisogno di assistenza medica e sono, quindi, raramente diagnosticate. È questa la sintomatologia del virus Toscana, che prende il nome dalla regione dove è stato isolato per la prima volta all'inizio degli anni '70 dai ricercatori dell'Istituto superiore di sanità, e che recentemente ha colpito il cantante Tommaso Paradiso. Il Toscana virus - come viene spiegato dall'Istituto superiore di sanità - è un arbovirus (un tipo di patogeno trasmesso all'uomo e agli animali da artropodi vettori come zanzare, zecche e flebotomi) ampiamente diffuso in Italia e in diversi paesi dell'Europa meridionale, con 115 casi autoctoni e uno importato registrati in Italia nel 2025. Il virus viene trasmesso da flebotomi, ditteri ematofagi appartenenti alla famiglia Psychodidae conosciuti anche come pappataci.
    Il periodo di incubazione della malattia è solitamente di 3-7 giorni, ma può durare fino a 2 settimane. La maggior parte delle infezioni umane da Toscana virus decorre in maniera asintomatica o paucisintomatica.
    Nelle forme più gravi, il virus può provocare malattie neuro-invasive nell'uomo. Sebbene la malattia possa essere grave, il riscontro di sequele a lungo termine o di decessi è molto raro.
    Attualmente non esiste una terapia antivirale specifica contro il Toscana virus. Il trattamento è principalmente sintomatico e di supporto; nelle forme neurologiche più importanti può essere necessario il ricovero ospedaliero. 
   

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