Trovato virus 'West Nile' su due uccelli selvatici in Valle d'Aosta

Un corvide e una ghiandaia. Usl: "Nessun allarmismo"


Nell'ambito delle attività di sorveglianza sanitaria è stata rilevata, per la prima volta in Valle d'Aosta, la presenza del 'West Nile Virus' in due uccelli selvatici, in particolare un corvide e una ghiandaia. Lo comunica l'Usl valdostana precisando che "il virus non si trasmette normalmente da persona a persona attraverso il contatto diretto, gli uccelli selvatici costituiscono i principali serbatoi naturali del virus, mentre le zanzare ne rappresentano i vettori: il virus viene trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette che hanno precedentemente acquisito il virus nutrendosi su volatili infetti".
    Il ritrovamento - aggiunge l'azienda sanitaria - "non deve generare allarmismo, ma conferma l'importanza e l'efficacia della sorveglianza attiva sul territorio che prevede analisi periodiche su esemplari di avifauna trovati morti". Sono in corso i confronti con i Comuni interessati per valutare le conseguenti misure di prevenzione e controllo. Le azioni programmate sono tre: disinfestazione e attività larvicida, invio di un'informativa a tutti i medici della regione, comunicazione al Centro trasfusionale per indagini supplettive sul sangue raccolto. E' prevista inoltre, in collaborazione con il Celva, la diffusione di un opuscolo informativo .
    "Il monitoraggio dell'avifauna - commenta Mauro Occhi, direttore sanitario dell'Usl Valle d'Aosta - rappresenta uno strumento fondamentale perché ci consente di avere un segnale precoce della circolazione del virus sul territorio e di mettere conseguentemente in campo le misure di prevenzione previste. Non si tratta quindi di creare allarmismo, ma di mantenere alta l'attenzione e continuare a lavorare in maniera coordinata. In ogni caso si tratta di condizioni che con le progressive mutazioni climatiche cui assistiamo è verosimile si presentino sempre più spesso nei decenni a venire".
   

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