"Se esiste un'intelligenza
artificiale che può coadiuvare il lavoro dei medici, dobbiamo
cominciare a parlare di riduzione dell'orario di lavoro, non di
riduzione del numero di professionisti. Bisogna fare in modo,
visto che più del 65% dei medici oggi è in burnout e c'è una
sofferenza per la mancata conciliazione tra vita personale e
lavoro, di rendere più efficiente e più efficace il lavoro di
tutti noi". Lo ha detto il segretario del sindacato di medici e
dirigenti sanitari italiani Anaao Assomed, Pierino Di Silverio,
a margine del convegno 'Etica e atto medico. Riflessioni e
proposte' alla Camera dei deputati.
Un altro aspetto fondamentale, sottolinea Di Silverio, è
"capire che tipo di servizio sanitario vogliamo per il futuro" e
quindi "che tipo di professionista serve e dove serve".
"Se aumentiamo i posti a medicina, questi medici devono
formarsi e quindi occorre aumentare contestualmente le borse di
specialità - ha aggiunto Di Silverio -. Il medico in formazione
non può più essere considerato un un borsista, che non può
neanche chiedere un mutuo, ma è un medico vero e proprio, un
lavoratore, un giovane che ha il diritto, il dovere, l'esigenza
di entrare nel sistema lavoro per tempo, altrimenti rischierà
anche di non uscirne con una pensione".
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