I dati fino a cinque anni rafforzano
l'efficacia e la sicurezza a lungo termine della molecola
mavacamten nella cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (oHCM)
sintomatica. A presentarli, al Congresso 2026 della European
Society of Cardiology (Esc) a Monaco, è stata Bristol Meyers
Squibb (BMS).
I nuovi risultati della coorte Explorer-Lte dello studio
Mava-Lte, si legge in una nota di BMS, ampliano le evidenze a
supporto del beneficio clinico e della sicurezza di mavacamten,
aggiungendosi all'esperienza di sviluppo clinico più duraturo
mai registrata per un inibitore della miosina cardiaca nell'oHCM
sintomatica.
Questi dati contribuiscono a comprendere che gli effetti del
farmaco si sono mantenuti fino a cinque anni con un trattamento
continuo e costante. "Nel caso di una patologia cronica e
progressiva che richiede un trattamento e un monitoraggio
continui - ha sottolineato Anjali T. Owens, direttrice medica
del Centro per le cardiopatie ereditarie e professore associato
di medicina presso la Perelman School of Medicine
dell'Università della Pennsylvania - i dati a lungo termine sono
fondamentali per aiutare i medici a comprendere meglio in che
modo una terapia possa apportare benefici ai pazienti nel corso
del tempo".
Ulteriori dati presentati al Congresso Esc supportano
ulteriormente mavacamten e la comprensione dell'impatto della
oHCM.
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