Diciassette protagoniste e protagonisti della sanità premiati per il loro contributo all'innovazione e l'impegno nel superamento delle barriere alla leadership femminile e nella trasformazione del sistema sanitario. Si è svolta oggi, presso il ministero della Salute, la cerimonia di premiazione della quarta edizione del Premio Leads 'Alessandra Pederzoli', promosso dall'associazione Leads (Donne leader in sanità). I riconoscimenti sono stati assegnati in sei categorie: settore pubblico, settore privato, altre organizzazioni, socie e soci Leads, medicina d'urgenza a supporto delle donne vittime di violenza, Stem e intelligenze artificiali. Quest'anno, per la prima volta, l'associazione ha deciso di premiare singoli individui dopo tre edizioni dedicate alle organizzazioni.
"Avremmo potuto realizzare un premio più ristretto, ma il nostro obiettivo è quello di portare avanti dei role model 'normali' e non premiare soltanto l'eccezionale: persone che fanno il proprio lavoro con capacità, competenza, coraggio e che restano meno visibili di altre e ma che però consentono il cambiamento nel proprio ambiente", ha osservato Patrizia Ravaioli, presidente dell'associazione Leads.
Come riportato dall'associazione, le donne rappresentano circa il 70% della forza lavoro sanitaria, ma la loro presenza nei ruoli apicali si ferma al 36%. Tra i medici, le donne costituiscono il 55% dei professionisti, ma rappresentano soltanto il 33% nei ruoli dirigenziali. "La misura della parità non è soltanto quante donne lavorano nel mondo della salute, ma quante possono concorrere, a pari capacità, a guidarlo", ha sottolineato Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza Università di Roma e presidente della giuria. Al riconoscimento del talento femminile occorre affiancare la valorizzazione di donne e uomini capaci di diventare modelli di riferimento, ai quali soprattutto le giovani donne possano ispirarsi per immaginare e costruire il proprio futuro professionale.
Le persone premiate sono: Sabrina Buoro, Tiziana Frittelli, Antonietta Lamazza, Cinthia Farina, Michele Perrino, Nedim Pipic, Emilie Goller, Valentina Mantua, Annamaria Staiano, Alessandra Catozzella, Luciana Marzella, Paola Rogliani, Fabio De Iaco, Marzietta Montesano, Erika Maria Viola, Isabella Castiglioni, Franca Melfi. Tre le menzioni speciali: a Luigia Carlucci Aiello, Alfredo Cecconi ed Evis Sala.
Schillaci, più donne nella sanità ma ancora poche ai vertici
"Il Servizio sanitario nazionale negli ultimi dodici anni ha visto crescere del 6% la presenza femminile nelle sue strutture. Le donne sono oggi quasi il 70% del personale e significativo, in particolare, è stato l'incremento (+14%) di donne che lavorano come medici. La fotografia cambia e si fa meno brillante quando, però, abbiamo da analizzare il dato relativo alla presenza di donne ai vertici delle strutture: un dato che si ferma ancora solo al 20%. Questo scarto ci dice che dobbiamo continuare a lavorare per superare queste disparità". Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenuto alla cerimonia di premiazione della quarta edizione del Premio Leads 'Alessandra Pederzoli', promosso dall'Associazione Leads (Donne leader in sanità).
Per Schillaci, "l'ecosistema della salute ha veramente bisogno delle competenze di tutti e se parliamo di empatia, capacità di ascolto e accudimento credo sinceramente che le donne abbiano un passo diverso". "Ma - prosegue il ministro - essere dalla parte delle donne vuol dire anche favorire politiche di tutela della salute e promuovere la conciliazione tra vita professionale e familiare" ed "è con questa convinzione che il Governo ha varato un provvedimento per dare la possibilità di effettuare screening oncologici durante l'orario di lavoro, avendo dei permessi retribuiti". Per Schillaci "il Servizio Sanitario Nazionale, grazie alle risorse stanziate offre oggi a una fascia di popolazione sempre più ampia la possibilità di sottoporsi gratuitamente agli screening mammografici gratuiti. E per essere al passo con le evidenze scientifiche e le innovazioni abbiamo previsto nell'aggiornamento dei Lea un programma di sorveglianza attiva delle donne a rischio genetico ereditario di tumori alla mammella e anche dell'ovaio".
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