Radiochirurgia mirata riduce sintomi della depressione, studio su 20 pazienti

(EMBARGO ORE 16.45) L'analisi su casi gravi e resistenti mostra effetti duraturi nel tempo


(EMBARGO ORE 16.45) Una forma di radioterapia altamente mirata e non invasiva riduce i sintomi della depressione maggiore e i pensieri suicidi in pazienti con gravi patologie psichiatriche resistenti alle terapie standard.
    Sono i risultati di uno studio che saranno presentati al congresso annuale dell'American Society for Radiation Oncology in corso a Boston.
    Lo studio, guidato da Mohamed Khattab, oncologo radioterapista presso l'Università del Sud della Florida e il Tampa General Hospital, ha seguito 20 pazienti con depressione resistente ai trattamenti che avevano precedentemente ricevuto terapia cognitivo-comportamentale e diverse terapie farmacologiche, incluse ketamina, stimolazione magnetica transcranica o terapia elettroconvulsiva.
    La terapia testata in questo studio pilita, denominata capsulotomia radiochirurgica stereotassica, utilizza radiazioni altamente focalizzate per creare una minuscola lesione in una via cerebrale coinvolta nell'umore e nei sintomi ossessivo-compulsivi. A differenza della chirurgia cerebrale convenzionale, non richiede incisioni o dispositivi impiantati.
    L'approccio radiochirurgico, tuttavia, è stato studiato principalmente per il disturbo ossessivo-compulsivo grave e resistente al trattamento, piuttosto che per la depressione.
    "Questo approccio ci permette di raggiungere un bersaglio molto piccolo in profondità nel cervello senza aprire il cranio o posizionare elettrodi", spiega Khattab.
    Nella sperimentazione, prima del trattamento, 14 pazienti avevano riferito pensieri suicidi; dopo il trattamento, solo uno. Tra i pazienti valutati per i sintomi depressivi, l'89% ha mostrato un miglioramento nei punteggi auto-riferiti relativi alla depressione. I benefici si sono mantenuti nel tempo per oltre tre anni durante i quali i pazienti sono stati valutati ogni tre mesi e sottoposti a risonanza magnetica di controllo.
    La terapia andrà adesso studiata su un campione più ampio di individui.
   

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