Il rischio di soffrire di una qualche
forma di dolore non aumenta in modo lineare con l'età: l'aumento
più marcato si registra prima dei 55 anni. A questa età oltre il
40% degli uomini e quasi il 60% delle donne riferisce qualche
tipo di dolore. Lo rivela un'analisi globale condot pubblicata
su Nature Medicine, che potrebbe aiutare a migliorare il
monitoraggio e la prevenzione del dolore a livello globale. Lo
studio è stato condotto da Matt Fillingim della McGill
University di Montreal.
Il dolore è una delle principali cause di disabilità nel mondo,
ma non esiste un metodo standard per confrontare il dolore
riferito dai pazienti tra diverse fasce d'età e aree
geografiche. Ad esempio si rischia di trascurare il dolore
vissuto da persone con scarso accesso all'assistenza sanitaria.
I ricercatori hanno analizzato dati sul dolore riferito dai
pazienti, raccolti tra il 1990 e il 2025 su un campione di
6.125.459 persone di età compresa tra i 5 e gli oltre 100 anni,
provenienti da 118 paesi. È emerso che il 2% delle persone
soffriva di dolore sul volto e ben il 40% dei partecipanti
lamentava mal di schiena. Il dolore risultava più diffuso tra le
donne rispetto agli uomini in tutte le 11 aree corporee
esaminate; le differenze più marcate riguardavano il dolore
facciale, la cefalea e il dolore allo stomaco o all'addome.
In tutte le aree del corpo, la quota di persone con forme di
dolore risulta aumentare più rapidamente prima dei 55 anni,
sebbene l'andamento vari a seconda della zona interessata: la
cefalea e il dolore addominale raggiungevano il picco in età più
giovane, mentre il dolore alla schiena, all'anca e al ginocchio
continuava ad aumentare con l'avanzare dell'età. A partire dai
40 anni, il dolore (sia generalizzato che localizzato a
articolazioni o schiena) aumentava più rapidamente nei paesi con
un Indice di Sviluppo Umano più basso, quindi nelle aree
geografiche più svantaggiate. In queste aree, ad esempio, la
lombalgia risultava quasi due volte più frequente. Fattori di
rischio come il fumo, l'obesità e il basso reddito spiegano solo
in parte l'incidenza del dolore nei contesti a minor sviluppo;
le ragioni di questi livelli di dolore più elevati rimangono
poco chiare. Secondo gli autori la prevenzione del dolore
dovrebbe iniziare più precocemente e tenere conto delle
specificità delle diverse aree geografiche.
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