Sintomi da burnout quasi dimezzati
(-41,8%), stress traumatico secondario ridotto del 23,7%,
soddisfazione professionale in crescita del 51,9% e riduzione
del 28,5% del divario tra l'importanza attribuita alle
competenze relazionali e la capacità percepita di applicarle
nella pratica clinica. Sono questi i principali risultati del
primo studio pubblicato sul Journal of Cancer Education dedicato
alla Scuola di Medical Humanities del Cipomo (Collegio italiano
dei primari oncologi medici ospedalieri). La ricerca dimostra,
per la prima volta, che le competenze relazionali dell'oncologo
possono essere sviluppate attraverso un percorso formativo
strutturato e valutate con strumenti scientifici.
"Il protocollo sviluppato dal Cipomo - spiega Luisa Fioretto,
direttrice didattica - integra due approcci complementari: le
Medical Humanities, che riportano al centro la persona e la
relazione di cura attraverso strumenti narrativi e riflessivi, e
la Compassion Focused Therapy, finalizzata a sviluppare capacità
di autoregolazione emotiva e resilienza nei professionisti
chiamati ogni giorno a confrontarsi con la sofferenza, le
decisioni difficili e il peso emotivo dell'assistenza
oncologica".
Lo studio pilota ha coinvolto 40 oncologi italiani, dei quali 39
hanno completato l'intero percorso formativo, con un tasso di
adesione del 97,5%. Oltre ai miglioramenti registrati negli
indicatori psicologici, anche il giudizio dei partecipanti è
stato positivo: l'87,2% ha valutato molto favorevolmente gli
strumenti acquisiti per migliorare la comunicazione con pazienti
e familiari, mentre l'84,6% ha espresso lo stesso giudizio
riguardo agli strumenti per la regolazione emotiva.
"Il nostro obiettivo non era insegnare semplicemente agli
oncologi cosa dire ai pazienti - spiega Simone Cheli, autore
dello studio e professore di psicologia della salute presso il
campus romano della St. John's University di New York - ma
fornire strumenti per vivere in modo più consapevole e
sostenibile la relazione di cura".
"Questo studio dimostra che l'umanizzazione non è un valore
astratto né una qualità innata, ma una competenza professionale
che può essere insegnata, appresa e valutata", sottolinea Paolo
Tralongo. I risultati saranno presentati domani a Piacenza, in
occasione della chiusura del corso 2026.
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