Menopausa, il tabù cade ma la metà delle donne la nasconde ancora

Solo una su 10 segue una terapia prescritta. Il quadro per la giornata mondiale


Se ne parla di più, ma non abbastanza e soprattutto non con chi potrebbe aiutare. È il paradosso che emerge dalla survey di AstraRicerche per Bayer Italia, condotta su 1.000 donne italiane tra i 50 e i 70 anni e diffusa in vista della Giornata mondiale della menopausa, in programma il 18 ottobre.

Il 70,6% delle intervistate percepisce oggi una maggiore apertura sul tema rispetto al passato, ma il 65,2% ritiene che il livello di conversazione sia ancora insufficiente. Il tabù resiste nei comportamenti: quasi la metà delle donne ha fatto almeno qualcosa per nascondere la menopausa, il 38,1% ha celato i disturbi e il 21,1% ha provato a mascherare una vampata in pubblico. Se ne parla soprattutto fra donne, con le amiche (78,5%), le figlie (68,3%) e le colleghe (66,4%), molto meno con gli uomini.

Il 26,8% delle donne non ne ha mai parlato con un medico e il 21,9% lo ha fatto una sola volta. Tra chi ha disturbi, il 30,8% non li ha discussi con uno specialista, e la ragione principale, indicata dal 63,7%, è che il problema è considerato naturale o poco importante. Eppure l'impatto sulla quotidianità è concreto: il 40,7% ha oggi disturbi del sonno moderati o severi, il 37,3% vampate di pari intensità. Tra chi ne ha sofferto, il 62,4% ha rinunciato ad almeno un'attività o l'ha svolta peggio del previsto, con una media di 4,2 giorni limitati nell'ultimo mese. Sul lavoro il 33,9% fatica di più a concentrarsi, e la quota sale al 56% tra chi dorme male almeno quattro notti a settimana.

L'86,9% di quelle con vampate ha provato almeno un rimedio, in genere legato allo stile di vita, e il 92,5% lo ha fatto per i disturbi del sonno. Tuttavia il 42,7% di chi ha sintomi non segue alcun trattamento e solo il 9,3% è in terapia prescritta dal medico. Il secondo nodo è la consapevolezza dei rischi a lungo termine. Il 61,1% si dichiara molto o abbastanza informata, ma la conoscenza è parziale: il 59,1% associa la menopausa alla perdita di massa ossea, mentre solo il 24,7% la collega al rischio cardiovascolare, il 24,2% al colesterolo e il 15,1% alla glicemia. Per Rossella Nappi, ordinario di Clinica ostetrica e ginecologica all'Università di Pavia e presidente dell'International Menopause Society, le vampate moderate o severe possono essere un indicatore di maggiore rischio cardiovascolare, 'la punta di un iceberg'. Per Simona Gatti, direttore medico di Bayer Italia, servono comunicazione chiara e rigorosa e dialogo aperto con il medico, perché i sintomi non siano considerati una conseguenza inevitabile da accettare.

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