Melanoma, ogni anno quasi 13 mila casi e 2.500 decessi

Intergruppo Melanoma: "Necessario personalizzare prevenzione e trattamenti"


Ogni anno in Italia circa 12.900 persone si ammalano di melanoma. Sono invece 221 mila i pazienti che vivono dopo aver ricevuto una diagnosi; un numero in crescita grazie all'aumento della sopravvivenza che, a differenza di pochi anni fa, oggi supera il 90% a cinque anni.
    Nonostante ciò, questo tumore della pelle causa ancora 2.500 decessi l'anno. Sono i dati rimarcati in occasione del congresso annuale dell'Intergruppo Melanoma Italiano (Imi) che si apre oggi a Bologna.
    "Il melanoma risulta in crescita in quasi tutti i Paesi occidentali ma si può sconfiggerlo anche grazie ad un approccio multidisciplinare", afferma la presidente Imi Daniela Massi.
    Per gli esperti è fondamentale un approccio che agisca a tutti i livelli. "La prima sfida riguarda la riduzione dei comportamenti a rischio. Poi è necessario diagnosticare il cancro precocemente e meglio", dice Vincenzo De Giorgi, Segretario Imi.
    Decisivo è valorizzare i progressi degli ultimi anni.
    "L'approccio chirurgico è profondamente cambiato e in contesti selezionati vi è stata una riduzione dell'invasività degli interventi", ricorda Roberto Patuzzo, consigliere Imi. Ancora più eclatanti gli avanzamenti nei trattamenti, con l'avvento delle terapie target e l'immunoterapia. "L'implementazione di queste cure ha portato benefici ai pazienti ma anche all'inevitabile necessità di gestire le tossicità", precisa Mario Mandalà, past president Imi.
    Sul fronte dei trattamenti, però, importanza crescente riveste il tema dei test genomici (il cosiddetto Ngs o Next Generation Sequencing) che permettono di identificare alterazioni genetiche cruciali per accedere ai farmaci mirati e in tal modo personalizzare la cura, scegliendo quella più efficace per il singolo paziente. "Non esiste ancora un pannello diagnostico o prognostico dedicato e rimborsato nel tariffario", precisa Massi. "Come Imi abbiamo inviato al ministero della Salute la richiesta di inserire nel nomenclatore tariffario" questa tecnologia. "Auspichiamo inoltre un investimento mirato per individuare i centri di riferimento regionali connessi in rete per l'esecuzione degli esami innovativi", conclude la presidente Imi.
   

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