E' nella matrice extracellulare, cioè
il materiale che riempie lo spazio tra una cellula malata e
l'altra, la nuova frontiera della ricerca sui tumori. Se infatti
è densa, può rendere il tumore più aggressivo, favorire le
metastasi e sbarrare la strada alle cure. E' il tema al centro
dell'8/o Workshop di Oncologia Traslazionale che oggi e domani
riunisce all'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (Ire)
esperti internazionali, in collaborazione con il Manchester
Cell-Matrix Centre dell'Università di Manchester e il Cancer
Research UK Manchester Institute.
"Per molto tempo, spiegano all'Ifo, "la matrice è stata
considerata una semplice impalcatura. Oggi sappiamo che non è
così. È una struttura dinamica, che viene continuamente
costruita e rimodellata e che, nel tumore, condiziona il
comportamento delle cellule. Può essere più densa o più lassa,
più rigida o più morbida, e le cellule lo avvertono trasformano
queste percezioni in segnali che regolano l'attività dei geni
coinvolti nella crescita del tumore, nella sua capacità di
invadere altri tessuti e nella resistenza alle cure".
"È un dialogo continuo, in cui tumore e microambiente si
rafforzano a vicenda - spiega Giovanni Blandino, direttore
scientifico dell'Istituto Regina Elena -. Per decenni abbiamo
colpito la cellula tumorale. Le terapie di domani dovranno
interrompere anche questo scambio". Interrompere, però, non
significa distruggere tutto. "Non tutte le cellule che
circondano il tumore lavorano per lui, alcune lo contrastano -
sottolinea Blandino -. È il caso di una parte dei fibroblasti,
le cellule che producono la matrice: alcuni favoriscono il
tumore, altri lo frenano. Questi ultimi vanno rafforzati, non
eliminati". Il tumore del pancreas, rilevano gli esperti
dell'Ifo, "è l'esempio più emblematico. È spesso circondato da
un tessuto fibroso così denso da ostacolare la distribuzione dei
farmaci e l'azione delle cellule immunitarie". Grazie alle
analisi molecolari spaziali, alle tecnologie di imaging e ai
modelli tridimensionali, concludono, "gli scienziati possono
studiare con maggiore precisione le interazioni tra cellule
tumorali, matrice e sistema immunitario, alla ricerca di nuovi
indicatori biologici e possibili bersagli terapeutici".
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