I pazienti trapiantati al Sant'Orsola, 'dopo la dialisi viviamo di nuovo'

I testimoni delle prime sperimentazioni del farmaco anti-rigetto: 'Finalmente stiamo bene'


BOLOGNA - "In 13 anni di dialisi le opportunità del trapianto si sono azzerate, ho chiesto anche ai miei parenti, ma non c'è mai stata una possibilità di idoneità, a causa del problema degli anticorpi elevati: quando mi hanno proposto questo farmaco c'ho pensato trenta secondi". Ora, "mi ha cambiato totalmente la vita". Parla così Roberto Mazzotti, 55 anni, pizzaiolo di Ravenna. È uno dei due pazienti che, con possibilità quasi nulle di ricevere un organo compatibile, è stato sottoposto per la prima volta, con successo, a un trapianto di rene grazie a un farmaco anti-rigetto innovativo, al Sant'Orsola di Bologna. Mazzotti, "il paziente zero", si è sottoposto al trapianto a febbraio: "ora sto bene, posso vivere la vita senza il pensiero di poter bere o meno", racconta. Ripercorrendo la sua storia clinica, ricorda che "a 28 anni" ha avuto i primi problemi e ha iniziato a fare la dialisi: "a 30 anni ho fatto il primo trapianto ma nel 2012 ha smesso di funzionare, così ho ricominciato a fare la dialisi". Cosa che, spiega, ha comportato diverse difficoltà, nella vita e nel lavoro: "quando mi hanno detto che le mie speranze di trapianto erano pari a zero mi è caduto un mondo". Finché non gli è stato proposto il farmaco. "È stato bellissimo, al di là delle piccole complicazioni, uscire dalla dialisi dopo tanti anni".

A offrire la sua testimonianza c'è anche Maria Chiara Negri, di 56 anni, educatrice in un centro per ragazzi con disabilità mentale per vent'anni. È lei la "paziente tre", e afferma di essersi ammalata quando era "davvero molto piccola: l'equipe del Sant'Orsola - dice - mi segue con dedizione da 45 anni". Anche Negri ha fatto il trapianto quest'anno: "dopo 14 anni di dialisi, mi hanno proposto questa cura, accettata all'istante. Ora sto bene, senza dialisi è completamente un altro mondo, una qualità di vita non paragonabile a quella di prima", specifica, sottolineando che il trattamento occupa tre giorni alla settimana "dalle 12.30 alle 18.30: non ho mai fatto vacanze, o viaggi. Dall'anno prossimo, inizierò".

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