Non solo per i pazienti, ma anche per
chi li assiste: i benefici delle cure con l'emicrania non
riguardano solamente chi ne soffre, ma indirettamente pure i
caregiver, nei quali diminuiscono i livelli di stress. E' uno
dei risultati che emerge a sei mesi dall'avvio dello studio
Mi-Dear, presentato al Congresso della Società Italiana per lo
Studio delle Cefalee (Sisc) a Lecce. Dal report viene
evidenziata una riduzione del 60% dei giorni di emicrania
mensili e dei sintomi depressivi nei pazienti, ai quali era
stata prescritta la terapia con l'anticorpo monoclonale
fremanezumab, che generano anche una riduzione dello stress
percepito dai caregiver.
Mi-Dear ha incluso adulti con emicrania episodica ad alta
frequenza o cronica e sintomi depressivi. Complessivamente, 150
coppie (paziente e caregiver) hanno completato il follow-up a
sei mesi. Le coppie sono state valutate prima dell'inizio del
trattamento e dopo sei mesi. Nei pazienti sono stati considerati
diversi parametri, tra cui i giorni mensili di emicrania,
l'utilizzo di farmaci per il trattamento acuto, l'intensità del
dolore, la disabilità associata alla malattia e i sintomi
depressivi.
Nei caregiver è stato valutato lo stress percepito legato
all'attività di cura. A sei mesi dall'inizio del trattamento, i
giorni mensili di emicrania sono passati in media da 15,3 a 6,3.
Nello stesso periodo è stata osservata una riduzione
significativa del carico complessivo dell'emicrania e dei
sintomi depressivi dei pazienti. Il punteggio medio del
questionario utilizzato per valutare questi sintomi (Patient
Health Questionnaire-9; PHQ-9) è passato da 11,4 a 7,6.
Parallelamente, anche nei caregiver si è registrata una
riduzione significativa dello stress percepito, con un punteggio
medio passato da 20,0 a 16,7 della Relative Stress Scale (RSS).
Le analisi hanno mostrato che la riduzione dello stress del
caregiver era principalmente associata al miglioramento dei
sintomi depressivi del paziente.
"I risultati - ha spiegato la neurologa Claudia Altamura,
Centro Cefalee per la Fondazione Campus Biomedico di Roma,
principal Investigator dello studio Mi-Dear realizzato in
collaborazione con Teva) - indicano che al miglioramento clinico
del paziente può accompagnarsi anche una riduzione dello stress
di chi se ne prende cura, sottolineando l'importanza di
considerare il carico complessivo della malattia".
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