Alaxa - 20cpr Gastr 5mg

Dettagli:
Nome:Alaxa - 20cpr Gastr 5mg
Codice Ministeriale:009262015
Principio attivo:Bisacodil
Codice ATC:A06AB02
Fascia:C
Prezzo:6.1
Lattosio:Contiene lattosio
Produttore:Angelini Spa
SSN:Non concedibile
Ricetta:OTC - libera vendita art.96 DL 219/06
Tipo prodotto:Farmaco da banco
Forma:Compresse gastroresistenti
Contenitore:Flacone
Iva:10%
Temp. Conservazione:Nessuna particolare condizione di conservazione
Scadenza:60 mesi

Denominazione

ALAXA 5 MG COMPRESSE GASTRORESISTENTI

Formulazioni

Alaxa - 20cpr Gastr 5mg

Categoria farmacoterapeutica

Farmaci per la costipazione.

Principi attivi

Bisacodile.

Eccipienti

Nucleo della compressa: lattosio monoidrato, amido di mais, magnesio stearato, gelatina. Film-rivestimento gastroresistente: dietilftalato, cellulosa acetoftalato, talco. Rivestimento zuccherino: acacia, saccarosio , carbossimetilcellulosa sodica, macrogol 6000, titanio biossido,calcio carbonato, talco.

Indicazioni

Trattamento di breve durata della stitichezza occasionale.

Controindicazioni / effetti secondari

Ipersensibilita' al principio attivo, ad altre sostanze correlate dal punto di vista chimico o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati; bambini di eta' inferiore ai 3 anni; generalmente controindicato durante la gravidanza e l'allattamento; soggetti con dolore addominale acutoo di origine sconosciuta, nausea o vomito, ostruzione o stenosi intes tinale, sanguinamento rettale di origine sconosciuta, grave stato di disidratazione, addome chirurgico acuto, appendicite, gastroenterite; in caso di ragadi e/o lesioni anali (puo' verificarsi dolore e sanguinamento perianale).

Posologia

Posologia: 2 compresse al giorno; nei casi particolarmente ostinati, 3compresse. >>Popolazione pediatrica. Bambini di eta' compresa tra 3 e 12 anni: 1-2 compresse al giorno (0,3 mg/Kg). La dose corretta e' que lla minima sufficiente a produrre una facile evacuazione di feci molli. E' consigliabile usare inizialmente le dosi minime previste. Quando necessario, la dose puo' essere poi aumentata, ma senza mai superare quella massima indicata. I lassativi devono essere usati il meno frequentemente possibile e per non piu' di sette giorni. L'uso per periodi di tempo maggiori richiede la prescrizione del medico dopo adeguata valutazione del singolo caso. Modo di somministrazione: le compresse vanno deglutite intere, senza masticare, insieme ad una adeguata quantita'di acqua (un bicchiere abbondante). Una dieta ricca di liquidi favori sce l'effetto del medicinale. Le compresse debbono preferibilmente essere somministrate dopo il pasto serale, in modo che l'effetto del lassativo, che si produce dopo 10-12 ore, non disturbi il sonno. Se l'assunzione avviene a stomaco vuoto, l'effetto lassativo si manifesta entrocirca 5 ore. Assumere il farmaco almeno 1 ora dopo l'assunzione di la tte o antiacidi e almeno due ore dopo l'assunzione per via orale di altri medicinali.

Conservazione

Nessuna speciale precauzione per la conservazione.

Avvertenze

L'abuso di lassativi (uso frequente o prolungato o con dosi eccessive)puo' causare diarrea persistente con conseguente perdita di acqua, sa li minerali (specialmente potassio) e altri fattori nutritivi essenziali. Nei casi piu' gravi e' possibile l'insorgenza di disidratazione o ipopotassiemia, la quale puo' determinare disfunzioni cardiache o neuromuscolari, specialmente in caso di contemporaneo trattamento con glicosidi cardiaci, diuretici o corticosteroidi. L'abuso di lassativi, inoltre, specialmente quelli di contatto, (lassativi stimolanti), puo' causare dipendenza (e quindi, possibile necessita' di aumentare progressivamente il dosaggio), stitichezza cronica e perdita delle normali funzioni intestinali (atonia intestinale). L'uso frequente o prolungato del medicinale deve essere evitato poiche' puo' provocare assuefazione e colite atonica. Il trattamento della stitichezza cronica o ricorrente richiede sempre l'intervento del medico per la diagnosi, la prescrizione dei farmaci e la sorveglianza nel corso della terapia. Si raccomanda cautela se la necessita' del lassativo deriva da un improvviso cambiamento delle precedenti abitudini intestinali (frequenza e caratteristiche delle evacuazioni) che duri da piu' di due settimane; quando e'presente sanguinamento rettale; quando l'uso del lassativo non riesce a produrre effetti o quando il paziente e' affetto da diabete mellito , ipertensione o cardiopatie. E' inoltre opportuno che i soggetti anziani o in non buone condizioni di salute consultino il medico prima di usare il medicinale. Popolazione pediatrica: nei bambini al di sotto dei 12 anni il medicinale puo' essere usato solo dopo aver consultato il medico. Il prodotto contiene lattosio monoidrato e saccarosio.

Interazioni

Il latte o gli antiacidi possono modificare l'effetto del medicinale; lasciare trascorrere un intervallo di almeno un'ora prima di prendere il lassativo. L'uso concomitante di diuretici, glicosidi cardiaci o adrenocorticosteroidi puo' favorire uno squilibrio elettrolitico. I lassativi possono ridurre il tempo di permanenza nell' intestino, e quindil'assorbimento, di altri farmaci somministrati contemporaneamente per via orale. Evitare quindi di ingerire contemporaneamente lassativi ed altri farmaci: dopo aver preso un medicinale lasciare trascorrere un intervallo di almeno 2 ore prima di prendere il lassativo.

Effetti indesiderati

Effetti gastrointestinali. Occasionalmente: dolori crampiformi isolatio coliche addominali, piu' frequenti nei casi di stitichezza grave. C asi di irritazione locale, dolore e sanguinamento sono stati descrittiin seguito alla somministrazione della forma farmaceutica supposte. L a segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

Gravidanza e allattamento

Non esistono studi adeguati e ben controllati sull'uso del medicinale in gravidanza o nell'allattamento. Pertanto il medicinale deve essere usato solo in caso di necessita', dopo aver valutato il beneficio atteso per la madre in rapporto al possibile rischio per il feto o per il lattante.