Daunoxome - Iv 1fl 25ml 2mg/Ml

Dettagli:
Nome:Daunoxome - Iv 1fl 25ml 2mg/Ml
Codice Ministeriale:032076010
Principio attivo:Daunorubicina
Codice ATC:L01DB02
Fascia:C
Prezzo:568.1
Lattosio:Senza lattosio
Produttore:Intergal Pharma Ltd
SSN:Non concedibile
Ricetta:OSP1 - uso ospedaliero art.92 DL 219/06
Tipo prodotto:Farmaco solo uso ospedaliero
Forma:Concentrato per soluzione per infusione
Contenitore:Flaconcino monodose
Iva:10%
Temp. Conservazione:Da +2 a +8 gradi
Scadenza:12 mesi

Denominazione

DAUNOXOME 2 MG/ML

Formulazioni

Daunoxome - Iv 1fl 25ml 2mg/Ml

Categoria farmacoterapeutica

Antibiotici citotossici e sostanze correlate.

Principi attivi

Daunorubicina.

Eccipienti

Liposomi: colfosceril stearato, colesterolo, acido citrico. Tampone: saccarosio, glicina, calcio cloruro diidrato, acido cloridrico, sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili.

Indicazioni

Sarcoma di Kaposi AIDS-correlato in pazienti con una bassa conta di cellule CD4 (<200 cellule/mm^3) ed estesa affezione mucocutanea o viscerale. Il farmaco non deve essere usato per trattare sarcoma di Kaposi AIDS-correlato che puo' essere efficacemente trattato con una terapia locale.

Controindicazioni / effetti secondari

Ipersensibilita' al medicinale o ad uno qualsiasi degli eccipienti o ad altre antracicline/antracenedioni; allattamento.

Posologia

Il medicinale deve essere somministrato per infusione endovenosa. La dose iniziale raccomandata nei pazienti con sarcoma di Kaposi AIDS-correlato e' di 40 mg/m^2 ogni due settimane. Il dosaggio deve essere adattato a ciascun paziente. La terapia deve essere continuata finche' puo' essere mantenuto il controllo della malattia. Il medicinale deve essere diluito con glucosio al 5% per infusione prima della somministrazione. La concentrazione raccomandata dopo diluizione e' compresa tra 0,2 mg e 1 mg di daunorubicina/ml di soluzione. Il farmaco deve essere somministrato per via endovenosa per un periodo minimo di 30-60 minuti.Il medicinale non deve essere somministrato per via intramuscolare o sottocutanea o per iniezione in bolo. Il prodotto e' una preparazione liposomiale e non deve essere impiegata intercambiandola con daunorubicina convenzionale. Popolazione pediatrica: poiche' non vi sono sufficienti dati di sicurezza ed efficacia, l'impiego del medicinale non e' raccomandato nei bambini al di sotto dei 18 anni di eta'. Anziani: la sicurezza e l'efficacia del prodotto nei pazienti al di sopra dei 65 anni di eta' non sono state stabilite. Episodi di cardiotossicita' possono verificarsi piu' frequentemente negli anziani. Compromissione epatica e renale: il medicinale non e' stato studiato in pazienti con compromissione epatica o renale, pertanto il suo impiego non e' raccomandato in tali circostanze.

Conservazione

Conservare il concentrato in frigorifero (a 2 gradi C - 8 gradi C). Non congelare. Tenere il flacone nell'imballaggio esterno per proteggereil medicinale dalla luce.

Avvertenze

Cardiotossicita': il farmaco e altre antracicline possono determinare cardiotossicita', in particolare insufficienza cardiaca congestizia conseguente a cardiomiopatia. La comparsa dei sintomi puo' essere improvvisa e puo' avvenire dopo settimane o mesi dall'interruzione della terapia. Il danno a livello cardiaco potrebbe essere irreversibile e raramente si sono verificati episodi con esito fatale, generalmente in pazienti con fattori di rischio. Il rischio di cardiotossicita' aumenta con il dosaggio cumulativo totale di antracicline. Si deve porre attenzione ai pazienti precedentemente trattati con antracicline o a quelli in pregressa (o concomitante) terapia con altri composti cardiotossici, quali il 5-fluorouracile (5-FU). Il rischio di cardiotossicita' appare essere piu' elevato nei pazienti con preesistente patologia cardiovascolare, con un'anamnesi di irradiazione al mediastino e negli anziani. Pertanto occorre essere cauti nell'utilizzare il medicinale in questi pazienti. Il farmaco deve essere somministrato a pazienti con patologia cardiovascolare solo quando i benefici superano i rischi. L'esperienza in pazienti trattati con alte dosi di medicinale (al di sopra di60 mg/m^2) per patologie maligne diverse da sarcoma di Kaposi indica che il rischio di cardiotossicita' puo' essere piu' elevato in questi pazienti. Monitoraggio cardiaco: un attento monitoraggio della funzionalita' cardiaca e' essenziale nei pazienti trattati con il medicinale.La cardiomiopatia indotta da antracicline e' generalmente associata a d una diminuzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra (left ventricular ejection fraction - LVEF) misurata mediante ecocardiografia o tramite test MUGA (Multiple Gated Acquisition). La misurazione della LVEF rappresenta un metodo piu' specifico per il monitoraggio della funzionalita' cardiaca rispetto all'ECG. Tutti i pazienti devono effettuare un ECG di base, un'ecocardiografia e la misurazione della LVEF prima di iniziare la terapia con il medicinale. Questi esami devonoessere ripetuti regolarmente durante il trattamento. Inoltre, in tutt i i pazienti, la determinazione della LVEF deve essere effettuata al raggiungimento di una dose cumulativa di 320 mg/m^2 e successivamente ogni 160 mg/m^2, in modo tale da identificare in fase iniziale qualsiasi alterazione della LVEF che puo' essere un segnale precursore di cardiomiopatia nel caso in cui la terapia con il prodotto venga mantenuta.Nei pazienti che presentano fattori di rischio di cardiotossicita' co n il medicinale, o quelli che ricevono alte dosi di farmaco per ciclo (per esempio 120 mg/m^2 o oltre), la diminuzione della funzionalita' cardiaca puo' verificarsi a dosi cumulative piu' basse di medicinale, pertanto occorre prendere in considerazione la determinazione della LVEF dopo ogni ciclo di trattamento e prima di somministrare altro farmaco. Transitori cambiamenti nell'ECG, quali un appiattimento dell'onda T, un abbassamento del segmento S-T e aritmie benigne non sono considerati vincolanti per la sospensione della terapia con il prodotto. Una riduzione dell'onda QRS e' da tenere maggiormente in considerazione quale indice di tossicita' cardiaca. Ogni qualvolta si sospetti una cardiomiopatia, e/o la LVEF risulti notevolmente diminuita rispetto ai valori di pre-trattamento (per esempio riduzione del 20%) e/o la LVEF sia significativamente piu' bassa rispetto alla prognosi (per esempio <45%), il beneficio derivante dal proseguimento della terapia deve essere soppesato attentamente rispetto al rischio di produrre un danno cardiaco irreversibile. Si raccomanda l'interruzione del trattamento qualoracompaiano segni clinici di cardiotossicita'. Tossicita' ematologica: il medicinale e' un soppressore dell'attivita' del midollo osseo. La neutropenia e' l'effetto generalmente piu' significativo, che puo' essere grave e manifestarsi con febbre ed infezione. Possono verificarsi anche anemia e trombocitopenia, ma sono generalmente meno marcate. Una persistente grave mielosoppressione puo' causare sepsi o emorragia. Prima di ogni somministrazione e in corso di terapia con il medicinale deve essere determinata e monitorata, come appropriato dal punto di vista medico, la conta cellulare plasmatica totale. I pazienti devono essere tenuti sotto stretta sorveglianza per rilevare infezioni intercorrenti od opportunistiche. La tossicita' ematologica puo' richiedere unariduzione della dose o la sospensione o il rinvio della terapia. Il f attore stimolante le colonie di granulociti G-CSF e' stato usato per trattare pazienti con neutropenia. Si raccomanda molta cautela nell'impiego del medicinale in associazione con altri agenti soppressori dellafunzionalita' del midollo osseo. Reazioni relative alla sede di iniez ione: occorre fare attenzione che non si verifichi extravasazione del medicinale durante la somministrazione. La somministrazione paravenosaha comportato la comparsa di eritema, dolore e gonfiore dei tessuti p resso il sito di infiltrazione. Questi cambiamenti sono generalmente transitori, e si risolvono entro 6 mesi. Ad ogni modo, la necrosi tissutale localizzata deve essere considerata come una possibile conseguenza dell'extravasazione. Qualora compaiano segnali o sintomi da extravasazione (per esempio dolore pungente, eritema), l'infusione deve essereimmediatamente interrotta e riavviata in un'altra vena. Puo' risultar e inappropriato il ricorso a misure correttive che potrebbero causare il rilascio del farmaco dai liposomi (quali l'applicazione di ghiaccioo di corticosteroidi, l'instillazione di antidoti locali, compression e locale, ecc.). Reazioni acute associate all'infusione: sono state riferite in pazienti trattati con il prodotto. I sintomi tipicamente includono dolore alla schiena, vampate, tensione al petto e dispnea. Queste reazioni da infusione possono comparire in fase di prima esposizione del paziente al farmaco o durante la riesposizione di un paziente precedentemente trattato con il medicinale senza problemi. Le reazioni correlate all'infusione solitamente si verificano entro i primi 10 minuti di infusione e si attenuano rallentando o interrompendo l'infusione. Sono state riportate anche reazioni acute di tipo allergico/anafilattico, talvolta associate ad ipotensione. Occorre cautela nell'utilizzodel prodotto in concomitanza con altri agenti mielosoppressori o agen ti cardiotossici.

Interazioni

Gli inibitori delle proteasi e inibitori non-nucleosidici della transcriptasi inversa sono riconosciuti quali inibitori del citocromo P450 IIIA (CYP-3A) e possono anche avere un ruolo nell'inibizione della proteina che trasporta il farmaco, glicoproteina P (P-gp). La daunorubicina e altre antracicline seguono processi metabolici tramite il CYP-3A esono anche substrati della P-gp. C'e' pertanto una teorica possibilit a' di interazione tra il medicinale e questi due gruppi di terapie antivirali. Ad oggi tuttavia, un singolo studio ha indicato che non ci sono effetti da parte degli inibitori delle proteasi o degli inibitori non-nucleosidici della transcriptasi inversa sulle proprieta' farmacocinetiche del medicinale. Dati limitati ottenuti in un piccolo studio, dove i pazienti sono stati trattati con e senza inibitori delle proteasi, indicano che non ci sono state variazioni maggiori nella tossicita'associata al farmaco. Occorre cautela nell'utilizzo del prodotto in c oncomitanza con altri agenti mielosoppressori o agenti cardiotossici.

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse con correlazione almeno possibile al trattamento con il medicinale sono di seguito elencate, classificate per sistemi e organi e per frequenza. La frequenza e' definita come: molto comune (>=10%); comune (>=1% e <10%); non comune (>=0,1% e <1%); raro (>=0,01% e <0,1%); molto raro (<0,01%). Infezioni ed infestazioni. Molto comune: infezioni; non comune: sepsi, shock settico. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: soppressione del midollo osseo, agranulocitosi, neutropenia, neutropenia febbrile, leucopenia, pancitopenia, trombocitopenia e anemia. Disturbi del sistema immunitario. Molto comune: reazioni allergiche; raro: reazione anafilattica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: disidratazione. Disturbi psichiatrici. Comune: depressione. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea; comune: capogiri. Patologie cardiache. Comune: diminuzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra; non comune: insufficienza cardiaca congestizia, cardiomiopatia; raro: fibrillazione atriale, infarto del miocardio. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto comune: dispnea. Patologie gastrointestinali. Molto comune: stomatite, ulcerazione delle mucose, nausea, vomito, diarrea, dolore addominale. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: alopecia; raro: sindrome da eritrodisestesia palmare-plantare. La sindrome da eritrodisestesia palmare-plantare (sindrome mani-piedi)e' stata riportata raramente in pazienti trattati con alte dosi di me dicinale e citarabina per la leucemia. La condizione e' caratterizzatada gonfiore, dolore, formicolio ed eritema del palmo della mano e del la pianta del piede che, in alcuni pazienti, puo' portare a desquamazione della pelle. Per gestire tale condizione puo' risultare necessarioridurre la dose o rinviare la somministrazione di farmaco. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: reazioni associate all'infusione (incluso dolori alla schiena,vampate, tensione al petto e dispnea) astenia, affaticamento, febbre, brividi; comune: l'extravasazione presso il sito di iniezione puo' ca usare eritema, dolore e gonfiore.

Gravidanza e allattamento

Le donne in eta' fertile devono usare metodi contraccettivi efficaci nel periodo in cui esse o i loro partner maschi assumono il farmaco, e per 24 settimane dopo l'interruzione del trattamento con il medicinale. Il principio attivo del medicinale, la daunorubicina, si e' dimostrata mutagena, teratogena e carcinogenica in modelli sperimentali in vitro e in vivo. Il medicinale puo' causare gravi difetti alla nascita, pertanto non deve essere impiegato in gravidanza se non strettamente necessario e la madre deve essere informata dei rischi per il feto. L'allattamento e' controindicato durante il trattamento. Non sono stati eseguiti studi non clinici sulla fertilita'; tuttavia, in studi condottisui cani sono stati osservati effetti indesiderati a carico dei testi coli.