Prednisone Eg - 10cpr 5mg

Dettagli:
Nome:Prednisone Eg - 10cpr 5mg
Codice Ministeriale:042725010
Principio attivo:Prednisone
Codice ATC:H02AB07
Fascia:A
Prezzo:1.26
Rimborso:1.26
Doping:Proibito solo in gara
Lattosio:Contiene lattosio
Produttore:Bf Research Srl
SSN:Concedibile esente
Ricetta:RR - ricetta ripetibile art.88 DL 219/06
Tipo prodotto:Farmaco etico
Forma:Compresse
Contenitore:Blister
Iva:10%
Temp. Conservazione:Nessuna particolare condizione di conservazione
Scadenza:60 mesi

Denominazione

PREDNISONE EG COMPRESSE

Formulazioni

Prednisone Eg - 10cpr 5mg
Prednisone Eg - 20cpr 5mg
Prednisone Eg - 10cpr 25mg

Categoria farmacoterapeutica

Corticosteroidi sistemici, non associati.

Principi attivi

Prednisone.

Eccipienti

Compresse 5 mg: acido stearico; amido di mais; cellulosa microcristallina; lattosio. Compresse 25 mg: magnesio stearato; amido di mais; cellulosa microcristallina; lattosio.

Indicazioni

Trattamento a breve termine, come terapia aggiuntiva, in episodi acutio riacutizzazioni di affezioni di interesse reumatologico (artrite re umatoide, malattia di Still, spondiliti anchilosanti, artrite gottosa acuta); trattamento in riacutizzazioni o come terapia di mantenimento in casi particolari di lupus eritematosus sistemico, dermatomiosite, periartrite, cardite reumatica acuta o altre malattie del collagene; trattamento di condizioni allergiche gravi o debilitanti, non rispondenti ad altre terapie, come asma bronchiale, dermatiti da contatto, dermatite atopica; trattamento della sarcoidosi; trattamento di affezioni ematologiche quali anemia emolitica acquisita (autoimmune); trattamentopalliativo di leucemie e linfomi degli adulti e leucemia acuta dell'i nfanzia; coadiuvante nel trattamento della colite ulcerosa.

Controindicazioni / effetti secondari

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; tubercolosi; ulcera peptica; psicosi; herpes simplex oculare; infezioni micotiche sistemiche; osteoporosi di grado severo; stati di immunodeficienza; diabete instabile.

Posologia

Somministrazione orale. La dose terapeutica d'attacco, nell'adulto di peso medio, corrisponde a mg 20-30 al giorno. Questa dose iniziale puo' essere ridotta entro una settimana ad una dose di mantenimento mediamente di 10-15 mg al giorno. Possono essere richiesti anche dosaggi minori in rapporto al peso corporeo ed all'eta' del paziente. La posologia di mantenimento deve essere sempre la minima capace di controllare la sintomatologia; una riduzione posologica va fatta sempre gradualmente. E' importante sottolineare che il fabbisogno corticosteroideo e' variabile e quindi la posologia va individualizzata tenendo conto dellamalattia e della risposta terapeutica del paziente.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Avvertenze

I corticosteroidi possono mascherare alcuni segni di infezione e durante il loro impiego si possono verificare infezioni ricorrenti. In questi casi va valutata l'opportunita' di istituire una adeguata terapia antibiotica. Nei pazienti in terapia corticosteroidea sottoposti a particolare stress, e' indispensabile un adattamento della dose in rapporto all'entita' della condizione stressante. Un eventuale stato di insufficienza surrenale secondaria, indotta dal cortisonico, puo' essere contenuto con una riduzione graduale delle dosi. Questo tipo di insufficienza relativa puo' persistere per mesi dopo la sospensione della terapia. Quindi, in qualsiasi situazione di stress che si manifestasse in questo periodo, dovrebbe essere istituita una adeguata terapia ormonale. Nei pazienti ipotiroidei o affetti da cirrosi epatica, la risposta ai corticosteroidi puo' essere aumentata. Durante la corticoterapia possono manifestarsi alterazioni psichiche di vario genere: euforia, insonnia, mutamenti dell'umore o della personalita', depressione grave o sintomi di vere e proprie psicosi. Una preesistente instabilita' emotiva o tendenze psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi.L'uso di Prednisone nella tubercolosi attiva va limitato ai casi di m alattia fulminante o disseminata, nei quali il corticosteroide va usato con appropriata terapia antitubercolare. Se i corticosteroidi vengono somministrati nei pazienti con tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina, e' necessaria una stretta sorveglianza in quanto si puo' verificare un'attivazione della malattia. Nella corticoterapia prolungata questi pazienti devono ricevere un'adeguata chemioprofilassi. I corticosteroidi devono essere somministrati con cautela nei seguenti casi: colite ulcerativa non specifica con pericolo di perforazione, ascessi e infezioni piogene in genere, diverticolite, anastomosi intestinali recenti, insufficienza renale, ipertensione severa, diabete stabile, osteoporosi di grado moderato, miastenia grave, ulcera peptica attiva. Durante la terapia concomitante con warfarin, eventuali variazioni nel INR si verificano in 3-10 giorni; per questo e' utile il monitoraggio dell'INR dopo l'inizio della terapia. Durante il trattamento corticosteroideo i pazienti non devono essere vaccinati contro il vaiolo o con altri vaccini vivi attenuati. Altri procedimenti immunizzati non vanno intrapresi in pazienti che ricevono corticosteroidi adalte dosi, a causa di aumento del rischio di complicazioni neurologic he e di diminuita risposta anticorpale. I corticosteroidi riducono l'effetto ipoglicemizzante degli agenti antidiabetici (sulfaniluree), pertanto e' importante controllare la glicemia nel corso del trattamento.Durante la terapia con glucocorticoidi, i livelli sierici di metaboli ti della Vitamina D sono solitamente normali, mentre quelli del PTH sono spesso elevati, riflettendo uno stato di ipocalcemia da iperparatiroidismo secondario. Cautela deve essere prestata durante la terapia con prednisone in relazione ai potenziali effetti sul sistema nervoso centrale. In corso di trattamento contemporaneo con alcuni antibiotici (rifampicina) e broncodilatatori (efedrina), potrebbe essere necessarioaumentare la dose di mantenimento del glucocorticoide. In corso di tr attamento contemporaneo con estrogeni o preparazioni contenenti estrogeni, o con macrolidi (eritromicina, troleandomicina), potrebbe essere necessario ridurre la dose del glucocorticoide. Popolazione pediatrica: nella primissima infanzia il medicinale va somministrato nei casi dieffettiva necessita'. I bambini sottoposti a prolungata corticoterapi a devono essere strettamente sorvegliati dal punto di vista della crescita e dello sviluppo. Il medicinale contiene lattosio.

Interazioni

Farmaci Antiepilettici: fenobarbital, primidone, carbamazepina, fenitoina riducono l'efficacia degli steroidi sistemici, tanto da rendere necessario un aumento della dose degli steroidi. Diltiazem: e' stato dimostrato un potenziamento degli effetti indesiderati da prednisone durante la terapia concomitante con diltiazem a causa del rallentamento del metabolismo del prednisone. Farmaci Anticoagulanti: i corticosteroidi possono sia aumentare che diminuire l'azione anticoagulante; e' necessario quindi controllare strettamente i soggetti che assumono sia anticoagulanti orali che corticosteroidi. In particolare l'uso concomitante del prednisone durante la somministrazione di Warfarin, potenzia l'effetto anticoagulante di quest'ultimo con conseguente aumento dell'INR. Antidiabetici (sulfaniluree): i corticosteroidi riducono l'effetto ipoglicemizzante degli agenti antidiabetici. Macrolidi: l'uso concomitante di corticosteroidi durante la terapia antibiotica con macrolidi (eritromicina, troleandomicina) puo' determinare un aumento della concentrazione degli steroidi. Agenti antinfiammatori non steroidei (FANS):i corticosteroidi possono aumentare l'incidenza e/o la gravita' del s anguinamento e dell'ulcerazione gastrointestinale causate dai FANS. I corticosteroidi possono ridurre i livelli sierici di salicilato con conseguente diminuzione dell'efficacia. Nei pazienti con ipoprotrombinemia si consiglia prudenza nell'associare l'acido acetilsalicilico ai corticosteroidi. Vaccini: il prednisone diminuisce la risposta anticorpale ai vaccini aumentando il rischio di eventi avversi.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono organizzati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA. La frequenza e' definita attraverso la seguente convenzione: [molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000,<1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); frequenza non nota] La frequenza e la gravita' degli effettiindesiderati elencati di seguito dipende dal dosaggio e dalla durata del trattamento. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: anemia, neutropenia, anemia secondaria; non comune: trombocitopenia, leucocitosi, anemia microcitica, pancitopenia, aplasia midollare ossea; raro: ematoma spontaneo. Patologie cardiache. Comune: tachicardia, patologia cardiaca; non comune: scompenso cardiaco, bradicardia. Patologie endocrine. Comune: iperglicemia, insulino resistenza; non comune: diabete mellito, diabete da steroidi, mestruazioni irregolari, irsutismo, globulina legante gli ormoni sessuali maschili diminuita; raro: aspetto cushingoide, facies lunare, disturbo ipotalamo-ipofisario; molto raro:paralisi periodica tireotossica. Patologie dell'occhio. Comune: bruci ore agli occhi; non comune: disturbo del cristallino, glaucoma acuto, glaucoma ad angolo aperto, emorragia congiuntivale, cheratite, ipertensione oculare, cataratta sottocapsulare posteriore; raro: cecita' in un occhio, corioretinopatia, edema periorbitale. Patologie gastrointestinali. Molto comune: dolore di stomaco, diarrea, nausea, vomito, afte,gonfiore addominale, sensazione di bruciore allo stomaco, dolore addo minale, crampi addominali; comune: epigastralgia, dispepsia, gastroenterite, gastrite, bruciore retrosternale, esofagite; non comune: secchezza orale, formicolio alla lingua, costipazione, ulcera duodenale, melena, emorragia gastrointestinale, emorragia del retto, ulcera peptica;raro: ematemesi, esofagite erosiva, ulcera esofagea, gastroduodenite, perdita di denti, denti fragili, singhiozzo, diverticolite, ileo para litico. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: astenia, malessere generale, febbre; comune:gonfiore della mucosa NAS, rossore, edema; non comune: neutopenia feb brile, iperpiressia, mucosite NAS, guarigione ritardata di ferita, dolore; raro: sepsi NAS, insufficienza multiorgano. Patologie epatobiliari. Comune: ipertransaminasemia, iperbilirubinemia; non comune: colecistite acuta, colangite; raro: epatotossicita', epatite acuta, riattivazione di epatite B. Disturbi del sistema immunitario. Molto comune: orticaria, ponfi; comune: gonfiore del viso; non comune: eruzione cutanea, orticaria acuta, eritema orticarioide; raro: angioedema. Infezioni ed infestazioni. Molto comune: dissenteria, infezione; comune: infezione da salmonella NAS, gastroenterite da escherichia, ascesso, sensibilita' alle infezioni aumentata; non comune: herpes zoster, herpes labiale, sepsi batterica, corioretinite da citomegalovirus, infezione da pneumocystis jiroveci, setticemia da staphylococcus aureus, polmonite da legionella; raro: setticemia, shock settico, endocardite NAS, ascesso della parete addominale, sarcoma di kaposi; molto raro: infezione da alternaria, infezione da nocardia, infezione da aspergillus fumigatus, criptococcosi, colite da clostridium. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura. Non comune: lesione del tendine di Achille, rottura del tendine di Achille. Esami diagnostici. Comune: transaminasiNAS aumentata, amilasi elevata, lipasi aumentata, glucosio ematico au mentato, INR aumentato, enzimi epatici aumentati; non comune: peso aumentato, ipoalbuminemia, ipopotassiemia, ipersodiemia, ipercreatinemia.Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: apporto di l iquidi ridotto, fame anormale, aumento anomalo di peso, introito di cibo marcatamente ridotto, ipocalcemia, ipercalcinuria, ritardo di crescita; raro: frattura vertrebale complessiva, alcalosi ipocloremica, acidosi metabolica (acidosi diabetica esclusa). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: disturbo muscolare, osteopenia, osteoporosi; non comune: osteonecrosi, artralgia, artrite,miopatia, dolori muscolari generalizzati, frattura; raro: rabdomiolis i. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea, emicrania, capogiro; comune: parestesia, sonnolenza, vertigini, parestesia della mano; non comune: epilessia parziale, diplopia, acuita' visiva ridotta, lipotimia, tremori; raro: neuropatia sensitiva periferica, sindrome daleucoencefalopatia posteriore reversibile; molto raro: leucoencefalop atia. Disturbi psichiatrici. Comune: agitazione, irascibilita', insonnia, confusione, difficolta' a dormire; non comune: disturbi psichiatrici, attacco di panico, idee di riferimento, depressione, ansia, euforia, disturbo di memoria; raro: sindrome depressiva, tentato suicidio con sovradosaggio di farmaci, stato psicotico, allucinazioni uditive e visive. Patologie renali ed urinarie. Non comune: ritenzione idrica, poliuria, ematuria; raro: insufficienza renale. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto comune: irritazione della gola, tosse; comune: broncopolmonite, polmonite; non comune: polmonite bilaterale, iperventilazione, dispnea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: rash, prurito, strie della cute, acne, esantema maculare; comune: eruzione della faccia, eritema della faccia, dermatite da contatto, esantema papulare; non comune: eritema diffuso, prurito generalizzato, esantema eritematoso, pelle screpolata, petecchie, reazione cutanea diffusa, porpora; raro: esantema aggravato, porocheratosi. Patologie vascolari. Comune: fragilita' capillare, ematoma; non comune: ipertensione, episodio ipertensivo, ipertensione sistolica, coagulazione intravascolare disseminata, trombosi, tromboflebite, vasculite leucocitoclastica, flebite; raro: crisi ipertensiva, shock ipovolemico. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permetteun monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinal e.

Gravidanza e allattamento

Nelle donne in stato di gravidanza, in allattamento il medicinale va somministrato nei casi di effettiva necessita'.